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martedì 3 febbraio 2009

Elettricità in città




Norme di sicurezza? Inquinamento elettromanietico? Dispersione ed efficienza? Vane parole nella terra a cavallo dell’equatore…

Breve panoramica dell’elettricità a Mombasa

Netturbini a Malindi




Sembra incredibile che la professione del netturbino, l’omarino con la ramazza in mano, esista anche qui a Malindi. A veder la condizione delle strade in città e conoscendo i loro disinteressati modi del gettare qualsiasi cosa non serva più per terra o fuori dal finestrino… Per loro l’immondizia non è un problema, ci convivono, la bruciano davanti a casa o per la strada.

Dovreste veder poi le condizioni di lavoro dei netturbini col camion, dotati soltanto di una pala e di un piccolo sacco logoro… qui per le strade non esistono cassonetti, la gente butta in appositi angoli (ma anche ovunque!) la propria immondizia, formando sgradevoli montagnole maleodoranti… Ogni tanto qualcuna prende fuoco, spesso qualcuno ci va a ravanare, immancabilmente vedrai capre e galline andarci a mangiare…

E tra tutto questo i due omarini con gli stivali (i più fortunati hanno anche i guanti e un fazzoletto sul naso!) la raccolgono con la pala per metterla sul sacco, per poi gettarla sul cassone del camion con le mani… altro che comodamente seduti a premere un bottone e tutto è fatto!

Poverini, qui non se la passan tanto bene i netturbini!

domenica 11 gennaio 2009

Italy connection








Italiani brava gente. Italia pizza spaghetti alla bolognese. Italia un bel bicchiere di vino. Italia la nutella nel panino.

Ma… l’Italia è tutta qua?

Come se fosse un fenomeno da baraccone, in Kenya c’è chi la dipinge anche cosi: mafia, italy connection, pistole e doppiopetto.

Foto di un pulmino parcheggiato lungo una strada di Malindi… l’immagine dell’Italia all’estero è anche questo…

rrr

Il gelataio ambulante







Ogni tanto capita di trovarne in giro qualcuno, c’è chi pedala, chi spinge un carretto e chi invece se ne sta seduto sotto le fresche frasche di un albero a contemplare lo scorrere sulla strada…

Il gelataio ambulante…

Mi chiedo che ne rimarrà mai a sera dei gelati che tiene nell’improbabile frigo legato alla bicicletta… quale business per quale piatto di minestra?

Eppure se lui esiste, qualcuno li comprerà, altrimenti la legge della sopravvivenza…

Buon gelato a tutti!!!

martedì 18 novembre 2008

Allah è grande!




Allah è grande! Allah è grande!

Questo viene scritto a caratteri cubitali su tutti i mezzi di trasporto della scuolaguida UNIK.

Allah è grande!

Per tutto il resto, hinshallà… se il cielo vorrà…

L’uomo della bilancia e dell’altezza




Quando passavo lo vedevo seduto sotto l’ombra di un albero, con lo sguardo perso nel vuoto, uno dei tanti che stazionano ai bordi delle strade in attesa che qualcosa succeda… in attesa di qualcuno che passi su quella strada e che voglia quel qualcosa che tu sei disposto a vendere o a fare

Che voglia prender il peso delle persone? O che voglia vender una bilancia? In Africa questo non si può mai sapere… e allora sfodero un sorriso e mi fermo ad attaccar bottone.

In Italia non ho mai capito chi possa esser interessato a prender il proprio peso sulle bilance pubbliche che ci sono per la strada o in farmacia… perché ogni famiglia in Italia ne possiede almeno una da qualche parte, ma qui in Kenya? Qui nelle case (e capanne) non ci son bilance da metter sotto il letto o da tirar fuori dall’armadio, tanto meno sul tappetino di moquette in bagno… Qui non ci sono bilance digitali coi numerini a led o quelle con il piano in vetro Hitech, qui le bilance le possiedono solo chi vende a kilo carne pesce semi frutta e verdura.

E per l’altezza? Ricordo ancora i segni sul muro che la mia mamma faceva per misurare di quanto stavo crescevo…

“Che lavoro fai?”
“Peso le persone e ne misuro l’altezza…”

1 scellino. Pagando 1 scellino (1 centesimo di euro) l’uomo nella foto vi prenderà il vostro peso. E se ci aggiungi 1 altro scellino vi misurerà anche l’altezza…

1 scellino. 1 scellino… ma quante persone devono passare per poter vedere quest’uomo mangiare un piatto di minestra?

Il camion dell’acqua




Acqua. Un bene prezioso e insostituibile. Acqua per bere, acqua per lavare, acqua per cucinare, acqua acqua acqua, se non la portano i tubi dell’acquedotto la porta il cielo, e se nemmeno quest’ultimo la porta, allora c’è da affidarsi ai camion cisterna dell’acqua…

Acqua per le ville dei muzungu che scelgono di vivere di fronte all’oceano, acqua per i resort e i villaggi turistici che scelgono di sorgere nel selvaggio e incontaminato nulla della costa keniota…

Sia a Malindi che a Watamu, come in molte altre località turistiche del Kenya, esistono aree urbane dove le tubazioni dell’acquedotto pubblico non arrivano… e allora i wazungu ricorrono all’uso del camion, con cisterne malconce e bucate, in un enorme spreco di tempo-risorse-denaro.

Ma per i nativi? Per loro la situazione è ben diversa… donne e bambini in fila con le loro taniche, al rubinetto pubblico di quartiere o al pozzo di villaggio e paese, pagando l’acqua con pochi ma necessari scellini…

Ma c’è poi chi un pozzo o un rubinetto pubblico non ce l’ha…

+++

Malindi-Watamu, una strada che taglia il bush e un pezzo di foresta con alberi da frutto, qui l’acqua è considerata ancor di più un bene prezioso, perchè i pochi pozzi che ci sono sputano fuori acqua salmastra imbastardita col mare. Ad abitare questa zona nell’entroterra della costa ci son solo nativi. E allora secchi, secchi sotto le palme da cocco e sotto i banani. Pensavo servissero per preparar il mnazi, il vino ottenuto dalla palma da cocco e invece… Secchi per poter raccogliere, secchi per non sprecare nessuna goccia d’acqua caduta a gratis dal cielo, secchi per l’acqua che viene convogliata utilizzando i rami e le foglie, quando piove. Malindi e Watamu son poco più in là, a 5 kilometri di distanza, ma son quei 5 kilometri che fanno differenza nel livello qualitativo di vita…

Oppure bambini e ragazzi seduti attorno ad alcune pozze d’acqua piovana che la terra non ha ancora avuto il tempo di assorbire, che con qualcosa cercan di raccogliere un po’ della poca acqua rimasta…

Acqua. Se ne potrebbero scrivere tante sull’acqua, tante come sono tanti i litri d’acqua che necessita una famiglia per vivere…

Sotto lo stesso cielo, quanta diversità tra il popolo dei nativi e quello dei wazungu…

FotoRobBlog

Fiat Uno che passione!



Ogni volta che la vedo mi ritorna in mente il mio primo amore … ma come si fa a non volergli bene a questo scatolone a quattroruote?

A Malindi ci sono due Fiat Uno tutte mezze sgangherate…ma sempre in condizioni migliori dei camion della Fiat che circolano e arrancano sulle strade, sembrando più dei pezzi di antiquariato che dei mezzi di trasporto e di carico…

E allora evviva il made in Italy! Che qui si traduce nella fortunata Piaggio che con la sua flotta di onnipresenti e scasciati Tuk Tuk (l’Ape Car proposto come taxi!) ha invaso le strade urbane del Kenya…

rrr




lunedì 17 novembre 2008

Ecco la prima + Esperimento all’Equatore

ECCO LA PRIMA di FOTOBLOG

E’ nata una nuova sezione all’interno di Robato Msafiri Blog: FotoBlog, creata per immergersi in alcuni spaccati di vita quotidiana e per assaporare un po’ di immagini del made in Kenya tra curiosità particolarità e stranezze…

Buona visione!




CERTIFICATO DI ATTRAVERSAMENTO DELL’EQUATORE

Quando me lo avevano detto la prima volta pensavo fosse una barzelletta… poi, vivendo a cavallo dell’equatore, prima o poi capita di doverlo attraversare e… e di scoprire cosa significa valicare questa linea invisibile eppur tangibile.

Era circa un’anno fa, durante il mio primo safari in autonomia lungo le strade della Rift Valley, cartelli che indicano “You are now crossing the equator” (tu stai ora attraversando l’equatore), quando mettiam virtualmente la freccia e ci fermiam per una fotografia. Sotto questi cartelli, a metà strada tra il turistico e l’informazione, stazionano i tanti che devono sbarcare il lunario inventandosi qualcosa per poter racimolare qualche soldo. Cosa poter mai proporre in alternativa alle tante statue e statuine, collane e collanine? Il “Certificato di attraversamento dell’equatore” rilasciato dopo aver assistito e partecipato all’esperimento fisico sul fenomeno dell’acqua e del magnetismo (?) terrestre.

Penserete: un inutile fenomeno da baraccone? L’ennesima fregatura per turisti?

La risposta (e l’esperienza!) potrà invece farvi rimanere a bocca asciutta…

L’omarino prepara i suoi strumenti, fa venti passi (20 metri) in direzione nord, si ferma e inizia a versare l’acqua dentro ad un recipiente sul cui fondo c’è un piccolo buco che tiene chiuso con un dito. Strappa da terra un filo d’erba e mi chiede se sono pronto, invitandomi di stare ben attento e a osservare: l’omarino mette la pagliuzza nel recipiente pieno d’acqua e toglie il dito dal buco… l’acqua inizia a fluire via creando un vortice… la pagliuzza inizia a sua volta a ruotare, seguendo il flusso rotatorio dell’acqua… l’acqua (e la pagliuzza) giran in senso orario (o antiorario, non ricordo bene). Beh, tutto qui direte voi? Beh certamente no, l’omarino mi guarda, ritorna sotto il cartello dell’equatore e questa volta fa altrettanti venti passi (20 metri) in direzione sud… ripropone la stessa trafila, acqua dito buco pagliuzza, ma l’acqua e il filo d’erba questa volta girano in senso opposto!!! Con moto antiorario! (o orario, non ricordo più bene).

Lui mi guarda, osserva il mio volto sorpreso, l’esperimento non è ancora concluso, ritorniamo nuovamente sulla linea di mezzo, proprio sotto la segnaletica “Qui passa l’equatore”, ci accovacciamo, acqua dito buco pagliuzza, la mia faccia deve aver parlato da sola, meraviglia delle meraviglie! Quale magia è mai questa! La pagliuzza non si muove! L’acqua fluisce dal buco e la pagliuzza rimane immobile! Non si crea nessun flusso rotatorio! L’acqua non scorre ne in senso orario ne in senso antiorario! Siam sulla linea dell’equatore!!!

L’omarino raccoglie le sue poche cose, fotoricordo per immortalare l’evento-esperimento, ora son pronto per poter ricevere il mio attestato “to crossed the equator”!

Allora era proprio vero!

Robato Msafiri