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martedì 8 settembre 2009

Scusi, puo' venire a prendersi il black mamba?





Scusi, puo' venire a prendersi il black mamba?

Il black mamba e’ uno dei piu’ pericolosi, anzi il piu’ pericoloso, dei serpenti in circolazione. Avete presente il film Kill Bill di Quentin Tarantino? Il suo veleno uccide in soli 7 minuti, e non c’e antidoto (ne tempo) per salvarsi.

E se te ne trovi uno a casa? Semplice, basta chiamare l’uomo del recupero serpenti (e’ il suo lavoro), che come nel nostro caso si arrampichera’ sino sopra al vostro tetto e lo catturera’ (con le mani!) per poi successivamente liberarlo nel bush.

Si era spinto sin sotto al tetto per fame, poi siccome sazio e in piena digestione, complice la mite temperatura e il riparo del tetto, e’ rimasto li’ senza allontanarsi…

Per prendere un black mamba l’uomo dei serpenti si applica una speciale crema inebriante sulle bracia che attira il rettile e lo rende quieto. Una volta afferrato lo infila in una sacca di tela e ne ne va’ via… ma noi eravamo in tanti, tutti con gli occhi puntati in alto a goderci la scena, chi a porgli domande, chi voleva toccar la sua pelle… black mamba, se lo conosci lo eviti.

Se invece se ne va in letargo, catturare un black mamba e’ semplicissimo perche’ dorme come un sasso. Ma siccome si nasconde tra i sassi, vederlo risulta alquanto difficile. Se ne posson vedere in giro nella stagione secca, quando le pioggie son finite, affamato si aggira strisciando per il bush in cerca di succulente prede…

In Africa con i serpenti c’e da conviverci, molti esemplari sono piccoli e innoqui, altri son pericolosi o mortali… take you careful!!! Maisha marefu… (lunga vita!)

Baobab, il gigante solitario




Tratto da: http://www.baobabfruitco.com/

Il Baobab è' una pianta tropicale che cresce spontaneamente in Africa, Australia e Madagascar. In Africa si trova nelle regioni piu’ aride fino al limitare delle foreste, dalle regioni sud sahariane al Sud Africa. I frutti del Baobab erano probabilmente noti fin dagli antichi Egizi; pare che il frutto fosse utilizzato dagli antichi come febbrifugo. Chiamato dagli Africani Albero Magico, Albero Farmacista e Albero della Vita, il nome Baobab deriverebbe dall'arabo BUHIBAB (frutto dai molteplici semi).

La sua vita è lunghissima: la maggior parte dei Baobab vivono 500 anni, ma in alcune parti dell'Africa sembra che ne esistano esemplari vecchi di 5.000 anni. La sacralita' di questa pianta per le popolazioni africane è talmente rispettata dagli abitanti, che solo gli iniziati e i saggi hanno il permesso di arrampicarvisi sopra per raccogliere frutti e foglie. Esso non puo' essere abbattuto dall'uomo, ma solo da eventi naturali, anche se le profonde e lunghissime radici gli consentono di resistere alla furia dei cicloni.

Solitamente, questo gigante tra i piu’ antichi del nostro pianeta si erge solitario, e puo' raggiunge facilmente i 20 metri d'altezza e i 12 metri di diametro. Date le dimensioni, il suo tronco scavato è stato utilizzato come prigione, come chiesa e a volte semplicemente come abitazione per intere famiglie Cresce in aree desertiche e rocciose, animando il paesaggio con la sua insolita, straordinaria forma: un enorme tronco conico e i rami che sembrano radici rivolte verso il cielo.Questo poderoso simbolo dell'Africa, che sembra unire il cielo alla terra, fornisce agli uomini nutrimento e rimedio a vari disturbi e malattie, ma trova anche diversi altri impieghi, anche quando non vive piu’. Inoltre il legno leggero e spugnoso è facilmente attaccabile dai funghi, e se lasciato in acqua per due mesi si disintegra lasciando delle fibre che possono essere usate per imballaggio. Il legno non si taglia facilmente, la forza del taglio viene assorbita dall'elasticita' delle cellule del parenchima. Non è adatto per fare tavole e il carbone che si ottiene non è di buona qualita’ . Il legno puo' essere usato per costruire canoe leggere, piatti, vassoi, galleggianti per reti da pesca

Le sue foglie, i suoi frutti (tra i pochi al mondo naturalmente disidratati a maturazione) e le sue radici nutrono e guariscono. Le foglie, specialmente quelle giovani sono popolari come gli spinaci. Vengono consumate crude, bollite o seccate e polverizzate e inserite in zuppe e salse come legante.Anche le radici trovano un impiego alimentare, ed in particolare in tempo di carestia, quando vengono consumate una volta cotte. In Malawi, la polvere della corteccia di baobab, cosparsa nella ferita di un animale ucciso, provocata da una freccia avvelenata, serve a neutralizzarne il veleno, prima della cottura. In alcuni paesi la corteccia viene usata per la conciatura. La cenere dalla corteccia e dei frutti bolliti in olio viene usata per la produzione di saponi.

Ovunque in Africa, le varie parti della pianta di Baobab sono sfruttate dal punto di vista terapeutico e nutrizionale, e numerosi rimedi basati sul Baobab vengono citati nella farmacopea Tradizionale africana. Praticamente tutte le parti dell'albero vengono utilizzate.

Tratto da: http://www.baobabfruitco.com/

lunedì 7 settembre 2009

Lucertole meditative?


Lucertole, lucertole multiforma e multicolore, timide guerriere preistoriche.

Che penseranno mai nei loro momenti di immobile immobilita’?

Proveranno noia? Sapranno cosa e’ la felicita’?

sabato 29 agosto 2009

Hippie muzungu lady


Fa strano vederla con una gonna scolorita e sgualcita, una canotta sfilacciata che ha visto tempi migliori, cibatte infradito e una pettinatura alquanto hippie – lei e’ una ragazza muzungu sui 25 anni dall’accento inglese che si fa pagare il conto del ristorante da un ragazzo di colore, praticamente una scena alquanto bizzarra sulla placida costa del Kenya…

Siamo nell’entroterra di Gede, in un ristorantino very local in cui mi godo riso biriani in salsa di cocco con un trancio di pesce fritto (wali biriani wa nazi na samaki), lui ha una camicia pulita dentro pantaloni stirati, lei addenta qualcosa con le mani, la televisione proietta una lagnosa telenovela indiana e tutto il ristorante è impallato davanti allo schermo a guardare le immagini senza capire una sola parola di hindi.

Chiamo il boy perché ho finito di mangiare il mio piatto di chakula (cibo) e vorrei lavarmi le mani. L’improbabile coppia se ne è appena andata, pago il conto di circa 4 euro con bibita e riprendo la moto destinazione Watamu, il sole fuori è dritto sulla fronte e il vento si diverte a prendermi a schiaffi…

Bye bye hippie muzungu, buona avventura in questo Kenya.

mercoledì 10 giugno 2009

Hakuna Matata!


Hakuna matata è una locuzione swahili, di uso estremamente comune in molte regioni dell'Africa centro-orientale (in particolare nella zona di Kenya e Tanzania). Il suo significato letterale è "non ci sono problemi"; può essere paragonato a molte altre espressioni analoghe diffuse in altre zone del mondo, come no worries o no problem.


In occidente la frase è stata resa celebre soprattutto dal film Walt Disney Il re leone (1994). In una celebre sequenza, un suricato e un facocero, Timon e Pumbaa, insegnano al protagonista Simba la filosofia dell'hakuna matata: dimenticare i problemi del passato e concentrarsi con ottimismo sul presente. Il brano musicale che accompagna la scena, Hakuna Matata, è un singolo di Jimmy Cliff, con musica scritta da Elton John e parole di Tim Rice.


Circa un decennio prima del Re Leone, l'espressione hakuna matata era stata celebrata anche in un altro brano musicale di successo, Jambo Bwana, inciso dai Them Mushrooms nel 1982 e poi reinterpretato da numerosi altri artisti, incluso il gruppo disco pop tedesco Boney M.



giovedì 26 febbraio 2009

Come piccoli Sampei sulla foce del fiume






Son sempre a coppie di due, si incamminano dal villaggio attraverso il bush con la loro rete da pesca arrotolata sulle spalle, ieri oggi e domani, come ogni giorno dell’anno…

Pescatori a braccio, che con le loro mani arse dal sale e la pelle bruciata dal sole gettano le loro reti a maglie fini dove l’acqua del mare sbianca increspandosi sul petto, per poi dopo, con braccia forti, camminare all’indietro trascinando sino a riva pesci e speranza…

3 ore di lavoro, ogni giorno, ogni mattina, alla ricerca del loro pasto quotidiano, della loro porzione di cibo, piccoli pesciolini saltellanti grandi quanto un dito che sulla sabbia boccheggiano per mancanza d’ossigeno…

Chiedo cosa ne faranno di questo pesce… mi rispondono che lo mangiano… ma se la fortuna gli sorridera’, quel qualche pescolino in piu’ sara’ la loro fonte di guadagno, l’unica via per permettersi di comprare quel pacco quotidiano di farina da 2 kg indispensabile per sfamare tutta la famiglia…

10 scellini, questa manciata scarsa di pescolini vale 10 scellini (0,10 centesimi di euro), e’ una porzione, un piatto, una bocca che anche oggi ha potuto mangiare, stasera quindi niente scenate e niente lacrime per i figli piccoli, tutti andranno a letto con la pancia piena…

Lui avra’ poco meno di 30 anni, con un inglese stentato cerca di spiegarmi che ha una moglie e tre figli, e che le loro bocche vengono sfamate proprio grazie a questi piccoli pescolini e ai 2 kg di farina (120 scellini circa) che compreranno per preparare l’immancabile piatto di ugali (il loro piatto di insipida polenta).

Dura la vita del pescatore a braccio sulla foce del Sabaki River… sfidare la sorte, gettare lo sguardo sul pelo dell’acqua controllando che gli ippopotami non si avvicinino troppo, fortuna poi che in questa zona non ci son i coccodrilli…

Una rete da pesca: forse il bene piu’ prezioso che una famiglia sulle rive dell’Oceano Indiano o sulla sponda di un fiume possa mai possedere. Una rete da pesca, semplicemente cosi’, e braccia forti che sostengono e sfamano tutta la famiglia.

Buona pesca piccoli Sampei color dell’ebano! Ma soprattutto buona fortuna!!!

sabato 21 febbraio 2009

Altre notizie sull’albero del NEEM

IL NEEM NELLA TRADIZIONE

Fonte: http://www.joytinat.it/Neem.htm

Nella tradizione Indiana il Neem occupa un posto di prestigio fin dai tempi in cui furono composti i Veda; era chiamato “Sarva Roga Nivarini” che vuol dire “uno che può curare tutte le malattie e tutti i malati”; già da allora la tradizione santifica ed incoraggia l’uso di questa pianta.

Foglie di Neem vengono tenute in bocca al ritorno dai funerali; un decotto di foglie di Neem, fiori, jaggery e mango fresco viene bevuto al primo dell’anno per la salvaguardia della salute; il Mahatma Gandhi aveva inserito le foglie di Neem nella Sua dieta quotidiana (sembra per il potere “raffreddante”); quando in una abitazione c’è un ammalato, sulla porta si espone un ramo di Neem per accelerarne la guarigione.

Una legenda:
“Una figlia voleva fare un lungo viaggio ma la mamma, pur non condividendo, viste le insistenze, acconsentì ad una condizione: nel viaggio di andata la figlia avrebbe dovuto dormire sotto un albero di Tamarindo (mitologicamente vi vivono i demoni), mentre nel viaggio di ritorno avrebbe dovuto dormire sotto un albero di Neem. Al quarto giorno di viaggio, dopo aver dormito sotto un albero di Tamarindo, la giovane fu colta da febbre e si ammalò; non potendo proseguire, decise di tornare. Nel viaggio di ritorno, come promesso, dormì sotto l’albero di Neem ed al terzo giorno era guarita”.

A puro titolo di accenno:
nell’ Astangahrdaya Samhita di Vagbhata compare fra i componenti di preparati contro febbre, vomito, lebbra, veleno, prurito, malattie urinarie, ferite;
durante la gravidanza, per promuovere il corretto sviluppo del feto;
in preparati contro paralisi, tumori della parte inferiore, emorroidi, tisi, inappetenza, malattie cardiache, pazzia, epilessia;
anche nel Caraka Samhita contro il vomito, contro problemi di pelle, edemi, come antiprurito, per alleviare la febbre, contro il deperimento, tosse, alterazioni della regione scapolare.


IL NEEM IN AGRICOLTURA:
Il nome persiano del Neem è Azad-Darakth che tradotto vuol dire Albero Libero.
Fin dal 1930 circa in tutto il mondo si è progressivamente diffuso l’interesse per lo studio delle possibilità di utilizzo del Neem in agricoltura, come insetticida, pesticida ecc.; i risultati decisamente incoraggianti di tali ricerche hanno consentito di isolare specifici costituenti utilizzabili come base per la realizzazione di quei prodotti.
Fra quei costituenti vi è l’Azadiractina che ha dimostrato azione repellente sugli insetti.
Dal 1970 in poi alcune imprese Statunitensi e Giapponesi cominciarono a richiedere brevetti su questa ed altre sostanze estratte dal Neem, fino a che le richieste di brevetti sono salite ad oltre 40.
Il problema è degenerato fino a che nella regione meridionale Indiana del Karnataka più di 500.000 agricoltori manifestarono contro il brevetto sulla vita, brandendo rami di Neem.
In seguito il Governo Indiano, grazie all’intervento di Tribunali internazionali, è riuscito a far revocare alcuni brevetti.
A sostegno della posizione Indiana è intervenuto anche il Parlamento Europeo.


CONCLUSIONI:
Laddove ce ne fosse necessità, ancora una volta possiamo constatare che quanto affermato dall’Ayurveda, anche a proposito del Neem, trova ampio riscontro e riconoscimento, sempre a posteriori, da parte della Scienza Occidentale moderna che purtroppo, invece di dimostrare apprezzamento e gratitudine tenta, con dolo, di appropriarsi di qualcosa che l’India ha già donato generosamente all’Umanità

Fonte: http://www.joytinat.it/Neem.htm

L’albero del NEEM, gli usi medicamentosi



Notizie tratte da: www.neem.it

Utilizzi del prodotto

Si consiglia sempre di verificare con il proprio medico e/o terapeuta la compatibilità dei prodotti con le cure e le terapie già in essere e per eventuali reattività personali

Uso interno:

Prestare cautela nell’uso della tintura madre. per la forte azione del Neem, specie se usata con bambini, donne in gravidanza o in allattamento.

Consultare il medico in caso di dubbi e situazioni particolari.

Anti – batterico
Appare significativo l’effetto su diversi ceppi batterici, sia Gram-positivi e Gram-negativi ed, in particolare, sullo Stafilococcus aureus, sullo Streptococcus pyogenes sulla Salmonella e l’Escherichia coli.

Candidosi vulvo-vaginale
Versare alcune gocce su un tampone e inserirlo in vagina. Rimuoverlo dopo 2-3 ore e ripetere più volte durante la giornata.
Applicare l’olio puro all’esterno e in profondità nella vagina in concomitanza.

Candidosi orale o mughetto
Miscelare in parti uguali la tintura madre e liquirizia in acqua e usare come collutorio ogni 3-4 ore.

Cuore
Il Neem tende a ritardare la coagulazione del sangue e a contrastare l’alta pressione.

Diabete
Le foglie di Neem sono usate da sempre come rimedio tradizionale per il diabete e questa loro caratteristica è stata ora provata scientificamente, anche per gli aspetti di prevenzione.
Il diabete è un disordine incurabile e cronico del metabolismo che si sviluppa quando il pancreas non è più in grado di produrre sufficienti quantità di insulina. Il livello di glicemia nel sangue si eleva rapidamente mentre il corpo è incapace di usare l’energia contenuta nello zucchero. Il diabete danneggia i nervi, le reni, il cuore e le arterie, causa cecità e possibili amputazioni.
L’assunzione orale di estratto delle foglie di Neem può ridurre in modo significativo le richieste di insulina per le persone insulino-dipendenti e l’accrescimento dello zucchero nel sangue.
Utilizzare 5-8 gocce di tintura madre per cercare di ridurre l’insulina e stabilizzare il livello glicemico.
Considerare l’assunzione di MSM.

Epatite B
La tintura madre. contribuisce a contrastare il virus che causa l’epatite.

Flatulenza e Meteorismi
Almeno due volte durante la giornata.

Funghi intestinali
Utilizzare la tintura madre per alcune settimane.

Gengiviti
Aggiungere una goccia al dentifricio. Per i risciacqui addizionare 1-2 gocce all’acqua.

Gola
Gargarismo con 2-3 gocce almeno sei volte al di per contrastare l’infezione causata da virus e batteri.

Infezioni urinarie
Tintura madre e aglio in capsule.

Orecchie
Per intervenire sul dolore, applicare 2-3 gocce di tintura madre. o inserire un batuffolo, non troppo in profondità, imbevuto con alcune gocce di tintura madre: e olio di Neem.
Con l’eliminazione dei batteri che causano il problema, si avrà un forte contrasto all’infezione e al dolore.

Stanchezza
Effetti positivi se impiegata per almeno 20-30 giorni.

Stipsi
Tintura madre e l’alga carrighenani per almeno sessanta giorni per cercare di riottenere una naturale mobilità intestinale.
Ripetere il ciclo dopo 2-3 mesi di pausa.

Stomaco
Efficace per bruciori e dolori.

Ulcere Peptiche – Duodenali e Gastriti
Il Neem è considerato, dalla medicina ayurvedica, come un valido rimedio ai problemi da ulcere e gastriti e questo risulta ora comprovato dall’assunzione dell’estratto delle foglie e dall’olio dei semi, iniziando con una dose minima sino a salire alla dose che dimostra di migliorare la propria situazione.
Offre una protezione e contrasta le lesioni gastriche duodenali.

Vitalità
Si può ottenere una maggior resistenza ai raffreddori e alle affezioni respiratorie, specie nella terza età.


Uso esterno:

ACARI (anche della scabbia): cospargere e massaggiare tutto il corpo e/o spruzzare sul letto un prodotto a base di Neem.

ACNE: causato dallo Stafilococcus aureus, contro cui il Neem è molto potente. Irrorare le eruzioni e massaggiare delicatamente: disinfezione, drenaggio, cicatrizzazione, sparizione dei dolori, avvengono in tempi brevi.

AFFEZIONI ALLE VIE RESPIRATORIE: le esalazioni del Neem hanno effetti balsamici. Si può usare l'olio per aromaterapia e nebulizzazioni.

ARTRITE: a molte persone l’olio da foglie riduce l’infiammazione causata dall’artrite, con un massaggio delicato e prolungato.

ARTROSI CERVICALE: coadiuvante del massaggio specifico, diminuisce i tempi di abbattimento del dolore.

BRONCHITI: vedi "affezioni alle vie respiratorie".

CALLI: massaggio a lungo con l’olio che idrata ed ammorbidisce.

CAPEZZOLI SCREPOLATI: umettare e massaggiare con una o più gocce (comprendendo le areole). Per donne in allattamento non va usato questo olio per via del sapore amaro poco gradito al poppante.

DEODORANTE funzione: l'olio di Neem inibisce o distrugge la flora batterica responsabile della decomposizione delle secrezioni (proteine e grassi) della pelle, con relativi cattivi odori.
Cospargere e massaggiare soprattutto le zone ascellari, inguinali, anali. Naturalmente, se l'olio è quello da semi e non addizionato con essenze profumate coprenti, si sentirà il suo caratteristico, forte aroma (dovuto anche ai suoi composti di zolfo, come nell'aglio).
Esperimenti in clima caldo umido (il più critico), hanno mostrato la possibilità di esenzione dal consueto cattivo odore ascellare per almeno tre giorni (senza il lavaggio quotidiano).
Camicie e giacche, di conseguenza, acquistano solo un leggero sentore di Neem in corrispondenza delle parli trattate.

DOLORI ARTICOLARI (da artrosi, artriti, strappi): miscelato a olio di mandorla (Neem dal 30 al 50%) per consentire, a parità della necessaria quantità di Neem, massaggi più prolungati.
ECCHIMOSI (da contusione): umettare e massaggiare con una o più gocce, secondo estensione. Si attenueranno o spariranno i dolori e si abbrevierà il tempo di ripristino.

ECZEMA: irrorare e massaggiare delicatamente escrescenze e croste, ogni giorno, fino al ripristino della pelle.
EDEMI-EMATOMI: cospargere e massaggiare. A seconda della causa, l'effetto sarà totale o coadiuvante di azione medicinale per via interna. In ogni caso si avrà un effetto drenante.

EMORRAGIE DAL NASO: se dovute a fragilità dei capillari, massaggiare l'interno delle narici, fin dove possibile, con una o due gocce per narice (in assenza di fuoruscita di sangue).

EMORROIDI: spargere con delicatezza e far assorbire (in assenza di fuoruscita di sangue). Si attenueranno progressivamente i dolori come i gonfiori e si avrà un rinforzo delle mucose, che tenderanno sempre meno a lacerarsi.

ERITEMA DA PANNOLINO: usare senza problemi l'olio di Neem, anche la crema e la saponetta risultano molto efficaci per ridurre in breve tempo il rossore e l'irritazione della pelle.

FERITE (graffi, escoriazioni, tagli, lacerazioni): tamponata la fuoruscita di sangue, spargere l'olio e massaggiare con molta delicatezza. Si avrà una potente azione antisettica, la sparizione o attenuazione del dolore (secondo tipo ed entità della ferita), una più veloce cicatrizzazione e ripristino della pelle. L'olio non dà il minimo bruciore, neanche sulla carne viva (è quindi ideale per l'impiego sui bambini).FORFORA: massaggiare il cuoio capelluto con alcune gocce di olio (più i capelli sono folti e lunghi e più ne accorreranno). Di solito la causa é interna all'organismo, ma, anche se non viene rimossa, si elimina almeno questa sgradevole manifestazione esterna. Tuttavia è bene provvedere anche a una cura interna.

FORUNCOLOSI: in ogni caso irrorare e massaggiare per disinfettare, drenare, cicatrizzare e togliere pruriti e dolori.

GELONI: cospargere di olio e massaggiare. Ripetere fino a sparizione.GENGIVITI (e altre infiammazioni dei cavo orale): in assenza di dentifricio al Neem, aggiungere una goccia d'olio a un comune dentifricio sullo spazzolino da denti. Per risciacqui si può mettere in bocca un po' di dentifricio con 1-2 gocce d'olio, poi l'acqua necessaria. In ogni caso cesseranno i dolori. Il gusto amaro dell'olio sarà bilanciato da un dentifricio "dolce".

GHIANDOLE SUDORIFERE infiammazione: irrorare e massaggiare la pelle nella zona sovrastante alle ghiandole.
HERPES LABIALE E CORPOREO: irrorare con una o più gocce (secondo estensione) e massaggiare delicatamente le eruzioni, che saranno drenate, mentre spariranno in pochissimo tempo bruciori e dolori. Poiché l'olio é molto amaro, operare con precisione sulle labbra, per evitare di "mangiarlo".

IGIENE GENITALE: applicare sulle parti su cui si forma flora batterica (es.: prepuzio/glande del pene) e massaggiare.

INSETTIFUGA funzione: in assenza del prodotto specifico a base di Neem (e se non dà fastidio il forte aroma dell'olio puro), spargere e massaggiare sulle parti da proteggere, fino a completo assorbimento (non si ungeranno vestiti e lenzuola). Per lo più si noterà che gli insetti (soprattutto le zanzare) tenderanno a volare vicinissimi alla pelle "trattata" senza posarsi. In luogo aperto e ventilato, dove l'esalazione dalla pelle è meno intensa, può succedere che qualche zanzara si posi e cerchi di pungere, ma, iniziata la penetrazione, sentirà l'effetto dei Neem nella pelle impregnata e interromperà l'azione. Si vedrà sulla pelle un segno leggero senza rigonfio (e prurito).

IRRITAZIONI DELLA PELLE (anche con arrossamenti): un massaggio delicato con questo olio, risolve e toglie anche il bruciore.L'azione è idratante, ammorbidente, lenitiva, disinfettante. Nel caso di neonati e infanti (attrito dei pannolini, contatto prolungato con urina e feci) l'olio di Neem è garanzia di assoluta tollerabilità da parte della loro pelle tanto delicata.

LABBRA SCREPOLATE: umettare e massaggiare con una o due gocce, come per "herpes labiale" (vedi).

NERVOSISMO: in molti casi, l'esalazione dell'olio, se inalata, agisce da calmante dei sistema nervoso centrale e l'olio può essere impiegato per aromaterapia. Il forte aroma che alcuni potrebbero non gradire, può essere coperto dall'aggiunta di altri oli aromatici (es.: limone).

PEDICELLI (escrezioni lipidiche): irrorazione e massaggio hanno un effetto drenante e, col tempo, essiccante.

PELLE SECCA: può dipendere da molte cause, ma il trattamento (irrorazione e massaggio) é sempre efficace.
PIAGHE DA CARENZA DI VITAMINE: anche se la soluzione radicale consiste nell'assunzione delle vitamine carenti, almeno l'olio provvede alla riparazione dei tessuti e all'abbattimento di dolori e bruciori.PIDOCCHI: cospargere e massaggiare capelli (meglio se tagliati corti) e cuoio capelluto. Vengono distrutte subito le uova e in breve tempo i parassiti. Molto indicato e sicuramente efficace lo shampo.

PIEDE D'ATLETA: le desquamazioni interdigitali dei piedi, dovute al fungo Tricophyton, spariscono in pochi giorni così come le lesioni più profonde, anche dolorose. Dopo l'applicazione si ha un gradevole senso di frescura tra le dita.

PRURITO EPIDERMICO (anche anale e genitale): spargere l'olio e massaggiare (l'effetto lenitivo si ha anche se non vengono rimosse le cause, che richiederanno cure specifiche).

PSORIASI: il Neem è particolarmente efficace in questo trattamento durante il quale idrata e protegge la pelle, mentre opera per eliminare i batteri e guarire l'irritazione, la desquamazione, le lesioni. Si consiglia inizialmente di lavarsi con sapone al Neem (o shampo se la pelle è molto sensibile) per uccidere i batteri e rimuovere le cellule morte.

PUNTURE DI INSETTI E PARASSITI: se non si è protetta prima la pelle, applicare e massaggiare sopra e intorno ai rigonfi, che caleranno in breve tempo, mentre spariscono quasi subito pruriti o dolori. Se i rigonfi vengono rotti, cicatrizzeranno in poco tempo.

RAFFREDDORI DA VIRUS: se derivati dall'impianto di virus nelle narici, massaggiarne l'interno con una o due gocce d'olio.E' meglio però farlo preventivamente (in stagione e luoghi a rischio) per tener disinfettata la parte.

SCOTTATURE LEGGERE: massaggiare con una o più gocce l'area interessata, delicatamente: il bruciore cesserà in pochi minuti.

SCOTTATURE PESANTI: (ustioni con bolle e ulcerazioni anche motto estese e dolorose) spargere l'olio con delicatezza sulle parti interessate che saranno così idratate, disinfettate, drenate e protette da contaminazioni. Ripetere l'applicazione mano a mano che l'olio viene assorbito. Non massaggiare se i dolori sono forti e le ulcerazioni profonde.

SCOTTATURE SOLARI (con eritemi più o meno intensi: se con ulcerazioni, vedi "scottature pesanti"): vedi "scottature leggere". Si avrà anche il vantaggio di un effetto insettifugo.

STRAPPI MUSCOLARI: per abbattere i relativi dolori, massaggiare a lungo con la necessaria quantità di olio. Per zone estese miscelare con olio di mandorla (vedi "dolori articolari").

UNGHIE E PELLICINE protezione e rinforzo: umettare e massaggiare a lungo.

VENE VARICOSE: irrorazione e massaggio (delicato) della zona interessata attenuano o tolgono i dolori, ridanno spessore alla pelle, rinforzano la rete capillare superficiale.

VERRUCHE: irrorazione e massaggio ammorbidiscono, drenano, riducono.

Notizie tratte da: www.neem.it

L’albero del NEEM, “la farmacia del villaggio”


Notizie tratte da: www.neem.it

Il Neem è un albero della famiglia delle Meliaceae nativo dell'India e della Birmania. Questa pianta ha numerose proprietà medicamentose, tanto che in India lo chiamano "la farmacia del villaggio".

Per secoli gli Indiani sono ricorsi a questa pianta per curare dolore, febbre e infezioni. Credendo che il Neem aiuti a depurare il sangue, all'inizio di ogni anno molti indù ne mangiano qualche foglia. Inoltre si puliscono i denti con i suoi rametti, curano i disturbi della pelle con il succo ricavato dalle foglie e ne bevono l'infuso come tonico.

Negli ultimi anni gli scienziati hanno manifestato crescente interesse per il Neem e per le sue numerose proprietà curative. Tuttavia una relazione scientifica che illustra i possibili impieghi di questa pianta avverte: “Anche se pare che le possibilità siano quasi illimitate, non si sa ancora nulla di preciso sul neem.
Nondimeno la relazione dice anche: “Due decenni di ricerche hanno messo in luce risultati promettenti in così tanti campi che questa oscura specie potrebbe tornare enormemente utile sia ai paesi poveri che a quelli ricchi. Perfino alcuni dei ricercatori più cauti dicono che il 'neem merita di essere definito una pianta portentosa'”.

Nel Neem sono stati identificati più di 40 composti attivi e le sue principali proprietà sono:

- anti-infiammatorie, come contrasto o per la diminuzione dell’infiammazione o dei suoi effetti;
- anti-piretiche, per la diminuzione della febbre e del calore interno;
- anti-elmintiche per aiutare la distruzione interna e esterna dei parassiti, vermi, funghi e muffe;
- anti-virali,in quanto inibisce lo sviluppo dei virus e previene che essi entrino e infettino le cellule;
- anti-sebarroiche;
- purificatrici del sangue, con forte effetto disintossicante generale;
- astringenti per rendere solidi i tessuti e gli organi;
- epato-protettrici;
- eliminatrici di amebe, di larve e nematodi.


Una farmacia chiamata Neem

Il Neem è utile alle persone in molti modi.
I semi e le foglie contengono dei composti che hanno rivelato proprietà antisettiche, antivirali e fungicide. Secondo alcuni, potrebbe essere efficace contro le infiammazioni, l'ipertensione e le ulcere. Si dice che medicinali ricavati da estratti del Neem combattano il diabete e la malaria.
Una sostanza ricavata da questa pianta, detta salannina, è un forte repellente per certi insetti che pungono. È in commercio un insettifugo contro mosche e zanzare ricavato dall'olio di Neem.
Il Neem è utile per l'igiene della bocca. Milioni di indiani staccano ogni mattina un rametto di questa pianta, ne masticano l'estremità per ammorbidirla e poi si strofinano i denti e le gengive. Le ricerche indicano che ciò è utile perché le sostanze contenute nella corteccia hanno un forte potere antisettico.
L'olio ricavato dalla pianta è un potente spermicida e si è dimostrato efficace per ridurre la natalità degli animali da laboratorio. Esperimenti effettuati su scimmie fanno pensare che i composti ricavati da questo albero potrebbero anche portare alla produzione di una pillola anticoncezionale per gli uomini.


Il Neem è detestato dagli insetti

Agli abitanti dell'India è noto da tempo immemorabile che le foglie del Neem allontanano gli insetti molesti; per questo mettono foglie di Neem nei letti, nei libri, nei recipienti, nelle credenze e negli armadi.
Nel 1959 un entomologo tedesco e i suoi allievi, dopo avere assistito nel Sudan a un'impressionante piaga di locuste, che divorarono le foglie di tutti gli alberi tranne quelle del Neem, si misero a studiare questa pianta con grande impegno. Gli scienziati hanno appreso da allora che il complicato arsenale chimico del Neem è efficace contro oltre 200 specie di insetti, come pure contro vari acari, nematodi, funghi, batteri e perfino diversi virus.
I ricercatori hanno fatto un esperimento, mettendo in un contenitore foglie di soia insieme a coleotteri giapponesi. Metà di ciascuna foglia era stata irrorata con estratto di Neem. I coleotteri hanno divorato la metà non irrorata di ogni foglia, ma non hanno toccato le parti trattate. Sono morti di fame piuttosto che mangiare anche piccole parti delle foglie trattate.
Esperimenti di questo tipo fanno pensare alla possibilità di produrre un pesticida poco costoso, non tossico e di facile preparazione in alternativa a quelli sintetici.
Nel Nicaragua, per esempio, gli agricoltori mettono nell'acqua semi tritati di Neem: 80 grammi di semi per ogni litro d'acqua. Tengono a bagno per 12 ore i semi pestati, li scolano e poi irrorano le colture con quest'acqua. I prodotti ricavati da questa pianta non uccidono direttamente la maggioranza degli insetti. Questi spray alterano i processi vitali dell'insetto, che alla fine non riesce più a nutrirsi, riprodursi o fare la metamorfosi. Ma anche se i prodotti ricavati dal Neem sono efficaci contro gli insetti, non sembra che siano nocivi per gli uccelli, gli animali a sangue caldo e gli esseri umani.


Pulizie domestiche
E’ facilmente possibile creare un deodorante-disinfettante semplicemente utilizzando 1 cucchiaino di olio puro di Neem in 1 tazza di acqua calda/tiepida in una bottiglia spray sia per il bagno che la cucina : si uccideranno batteri, germi e funghi.
Aggiungere due cucchiai di olio in un secchio d’acqua usato nelle pulizie, per ottenere un forte effetto repellente a tutti gli ospiti visibili e occulti indesiderati.


Notizie tratte da: www.neem.it

martedì 3 febbraio 2009

Le strade della bellezza






Tutto il mondo è paese, fa piacere sentirsi belle. E per essere belle la strada passa anche di qui: arricciar i capelli e annodar estention… ma se poi soldi e strumenti mancano, et voilà un bel nodo economico in posa per 10 minuti sulla testa. Il risultato è il capello mosso a costo zero.

Effetto assicurato. Provare per credere. Tecnica made in Kenya.

L’indirizzo di casa




Avete mai provato a chiedere l’indirizzo di casa ad un keniano?

Where you live? Please, do you write for me your address?

In Kenya chiedere l’indirizzo di casa a qualcuno e’ una cosa che ha poco senso e che molto probabilmente si rivelera’ inutile, potreste ricevere una vaga e imprecisata risposta ritrovandovi in mano un foglio di carta spiegazzato e pieno di scarabocchi... visto che qui (nella stragrande maggioranza dei casi) non esistono ne nomi delle vie ne numeri civici.

Prendono carta e penna e iniziano a disegnare un’improbabile mappa che e’ chiara solo nella testa del disegnatore, mappa che poi inizia ad argomentare cambiando ogni volta qualche indicazione. Se nei paraggi ci son altre persone, questi diventano partecipanti di una discussione allargata, suggerendo o aggiungendo particolari più o meno utili. Oppure potreste ricevere un foglio di carta con su scritto il P. Box, l’indirizzo della casella postale, sempre che l’abbiano. Oppure potrebbero guardati con gli occhi smarriti.

Ma non preoccupatevi perché il bello deve ancora venire: la sfida più grande sarà il non perdersi per strade viuzze e campi, magari con alla guida un driver che non ha la più pallida idea di dove dovete andare.

Perché una delle simpatiche specialità dei driver keniani (e di molte moltissime altre categorie) è che non sanno dire NO – NON LO SO – NON SO DOVE SIA, anzi, pur di guadagnare qualcosa, prendono ed iniziano ad andare senza nemmeno aver ben capito la direzione.

Provare per credere. Buona fortuna,

Rob

Mitica Piaggio!




Deve aver fatto furtuna qui la Piaggio, tra vespe e ape car ha invaso le tutte le strade percorribili del Kenya. I tuk tuk (l’ape car adattata a taxi) sono onnipresenti. Qualità made in Italy. Scoppiettano e scatarrano avvolti dal loro stesso baccano. E le vespe? Presenti anche se in minoranza… il mercato delle due ruote (e delle auto) è in mano all’Est e alla Cina.


martedì 27 gennaio 2009

Dinosauri


Dinosauri. Quando ne vedi uno subito lo riconosci. Sono cio’ che e’ rimasto di un tempo ormai passato e dimenticato… Coloro che vivono in un tempo non piu’ loro. Persone che vivono un presente che non gli appartiene.

Ieri a Malindi ho visto uno di questi dinosauri: un’anziana signora vistita in abiti tradizionali che camminava in centro citta’ con il seno scoperto, agilmente sgambettante con le tette di fuori…

Ormai non se ne vedono piu’ di queste scene, di questi personaggi, di questi irriducibili dinosauri… la civilizzazione e il progresso, il commercio e le mode, il desiderio di nuovo scansando il vecchio hanno fatto si che i dinosauri si estinguessero, ma non son scomparsi del tutto, qualcuno ancora vive tra noi…

Attraversava la strada con passo sicuro, veloce sulle sue gambe, gli abiti lisi e a piedi scalzi, ruga su ruga in un mosaico di fiera bellezza, lo sguardo vispo e lucente che gli faceva brillare gli occhi.

Dinosauri. Con lo sguardo seguo i suoi passi e mi lascio attrarre dalle sue movenze, e’ bella come il sole, fiera e semplice, figlia di un tempo ormai dimenticato…

Possa la sua memoria vivere per sempre.

Con lo sguardo fotografico, Rob

Intorto sul matatu


Matatu per Mombasa, ore 7:30 del mattino. A fianco del driver due posti liberi, son seduto in quello vicino al finestrino, al mio fianco siede Carol.

I due posti risultano stretti tra i miei 86 kg di carne e la sua abbondante rotondità africana, gomito a gomito affrontiamo due ore di buche rallentamenti sorpassi e strombazzamenti.

Jambo, my name is Carrol, what’s your name?

Sembra presa dal desiderio di comunicare, parla con tutti e si informa di tutto. Lascio uscire quattro parole stiracchiate e distratte, soprattutto disinteressate, cosa vuole questa chiaccherona di primo mattino? Lo scopriro’ poi dopo...

I miei occhi son pieni di sonno, una buca e una curva, il suo peso contro il mio, una buca un colpo di clacson, la sua gamba contro la mia, una buca e un sorpasso, la sua mano che scivola e incontra il mio ginocchio…

Fianco contro fianco spalla contro spalla, musica che scivola nelle mie orecchie, il mio sguardo corre lungo la strada, oltre il finestrino oltre gli imponenti baobab che disegnano l’orizzonte e si perdono in lontananza…

What you do? Where you go?

Lavora presso una villa di italiani a Malindi, sta andando nella sua casa a Voi ed appartiene alla tribu’ Taita. Come molte ragazze Taita e’ carina, una bella giovincella dai dolci tratti, oltretutto e’ socialmente simpatica, ma ora, delicatamente e discretamente, mi ha messo una mano sulla gamba...

Ci sta provando, sorprendentemente con stile, con destrezza quasi all’europea, non come una delle tante malaye (prostitute) che circolano in Malindi alla ricerca del muzungu di turno, Carol ha un suo stile, gentile e garbato, ma e’ mattina e l’ultima cosa che mi frulla nella mente e’ di esser intornato su un matatu...

Carol diabolica e scaltra Carol, scendo a Mombasa e buon proseguimento, mi volto e la folla della stazione dei matatu ha gia’ inghiottito le sue mani lunghe e la sua rotonda sinuosita’ africana... bye bye

Robato on the road

lunedì 19 gennaio 2009

Paura in città


Ottobre 2002 - KENYA - Nairobi

Qualche giorno fa, a Nairobi, un leopardo ha gettato nello scompiglio la popolazione quando è stato visto aggirarsi per le vie cittadine. La polizia, subito avvertita, è intervenuta insieme ai ranger del Kenya Wildilife Service (KWS) per catturarlo. Il bellissimo animale, un maschio di circa tre anni, ha giocato a nascondino con le forze dell’ordine per circa tre ore. L’animale, molto scaltro ed intelligente, ha reso il compito degli uomini incaricati di catturarlo, veramente difficile.

Il fatto è iniziato nel quartiere Woodley di Nairobi verso le ore 10 e si è protratto per tutta la mattinata. Dopo l’avvistamento il leopardo si è spostato nella zona di Newbury Court ed è entrato nella casa di Mr. Ng’eno attraverso una finestra. Nascosto dietro un divano, ha iniziato a soffiare rabbiosamente non appena i ranger si sono avvicinati. La signora Janet Ng’eno e la donna di servizio sono rimaste bloccate al piano di sopra. Tutti i tentativi di catturarlo sono falliti, l’animale, troppo intelligente e svelto per le forze dell’ordine, spariva all’improvviso e la caccia doveva iniziare di nuovo.
Falliti tutti i tentativi, per stanarlo si è persino pensato di usare i gas lacrimogeni. È intervenuto anche un veterinario del KWS che ha provato ad addormentarlo sparando una freccia narcotizzante, ma l’arma ha fatto “cilecca”! Infine, quando gli uomini ormai disperavano, un agente è riuscito a trovare l’occasione propizia per sparare sette colpi ed uccidere il bellissimo animale.

Anche in questa occasione il Kenya ha confermato di non avere mezzi e uomini esperti per risolvere problemi anche semplici. L’uccisione del leopardo ha suscitato violente polemiche tra la popolazione, l’esemplare ucciso appartiene ad una specie ormai in via di estinzione a causa della diminuzione dell’habitat necessario e del bracconaggio. Peccato, perché l’uccisione poteva essere evitata!

UGO

Articolo tratto da:
http://guide.supereva.it/viaggi_safari/interventi/2002/09/119672.shtml

Chale Island, un’isola da paradiso


Ma voi, su un’isola cosi, non ci vorreste andare immediatamente?

Alla ricerca di nuove mete da esplorare e di fresco ossigeno da respirare, cerco nuove destinazioni e mi spingo sempre un po’ piu’ in la’…

Spulcia che si spulcia, tra libri guide articoli riviste e web, ogni tanto si incontra qualcosa d’interessante… e ho trovato questa foto…

Chale Island è un’isoletta che sfida i fluttui del mare e delle maree, poco più a sud di Mombasa, e su questo sputo di terra strappata al mare, sorge un hotel.

L’hotel del TClub “The Sands at Chale” (www.thesandsatchaleisland.com) si trova in una piccola ma rigogliosa isola, situata a circa 600 mt dalla costa kenyota. Una volta arrivati, gli ospiti saranno immersi nella magnifica flora dell’isola, lontani dalla vita caotica della città; il mare dalle molteplici sfumature, la sabbia fine e la piccola foresta tropicale con all’interno un laghetto, renderanno indimenticabile il soggiorno; un piccolo angolo d’Africa dove ci si potrà rilassare in un ambiente esclusivo e curato nei minimi particolari. Una grande jacuzzi capace di ospitare fino a 15 persone è a disposizione degli ospiti, oltre ad una fitness room, sala massaggi, 2 postazioni internet gratuite, una boutique e un centro medico di primo soccorso. Inoltre un attrezzato centro per sport acquatici, diving «The Crab», con attrezzatura specializzata per praticare immersioni, kayak, e windsurf. In caso di alta marea il trasferimento sarà via mare, in caso di bassa marea via terra (http://www.tclub.com/resort/kenya-the-sands-at-chale/la-struttura.html).

Incredibilmente il numero di telefono dell’hotel non compare sul sito… e sfortunatamente il TClub penso sia uno di quei grandi gruppi viaggi-vacanze in cui tutto è incluso, anche il sorriso…

Chissà se questa isola da tutto incluso, destinata ad un turismo mercificato e standardizzato, sarà capace di appagare la mia curiosità e la mia voglia di esplorazione… la fotografia e il luogo non sono male, ma la struttura dalle mille e una notte sarà in grado di sublimare la mia insaziabile voglia di esplorazione tornando a casa con un nuovo ed affascinante pezzo d’Africa? Chissà…

Nel frattempo mi perdo contando i granelli di sabbia di Robinson Island, incantevole luogo dove nulla e’ incluso e tutto e’ da assaporare, godendo di un angolo di Kenya rimasto selvaggio e incontaminato, lontano da qualsiasi logica turistica e commerciale...

Robato Msafiri on the web

domenica 18 gennaio 2009

L'elefante, tembo







E’ grande e grosso, visto da vicino incute un certo timore, ma e’ cosi bello che vorresti poterlo accarezzare giocando con la sua lunga proboscite…

L’elefante, ndovu o tembo in lingua swahili, e’ un animale pero’ comunque pericoloso a cui bisogna prestare una certa attenzione. Se inizia a barrire e ad allargare le orecchie, beh, non vi rimane che chiudervi sul vostro automezzo e cercare di allontanarvi… sempre che un automezzomezzo l’abbiate!

Durante i safari, spesso si possono ammirare placide famigliole che attraversano la strada con tutta la loro flemmatica lentezza: mamma o papa’ che da capofila ferman tutta l’allegra carovana alzando la proboscite al cielo per annusare l’aria e testare il vostro odore…

La vita media di un elefante si aggira sui 60 anni. Il maschio adulto arriva a pesare sulle 5-6 tonnellate, mentre la femmina non supera le 3,5 tonnellate. L’altezza varia invece dai 2,5 ai 4 metri. La sua alimentazione comprende 200 kg di vegetali al giorno bevendo oltre 300 litri di acqua… mica male per essere un erbivoro!

Una curiosita’: gli elefanti sono i soli animali che non possono saltare. Riescono pero’ benissimo ad accartocciare il vostro automezzo come una scatola di sardine…

Vederli liberi nei loro spazi, nella savana africana, mangiucchiare un ramoscello, abbeverarsi in una pozza d’acqua, fare il bagno per poi dopo, con la loro lunga proboscite, cospargersi il corpo di terra e polvere per proteggere dal sole la loro delicata pelle, beh, e’ una bella emozione.





Ma l’emozione piu’ grande, il fascino dell’Africa che ha pulsato dentro le mie vene, e’ stato poter vedere questi enormi erbovori fuori dai percorsi turistici dei parchi nazionali. Con Thomas, John e qualche altro loro amico masai, ci siam avventurati a piedi nel masailand - ai piedi del maestoso Monte Kilimangiaro dalla punta innevata - per andare alla boma di famiglia, un recinto spinoso fatto di rami d’acacia per protegger se stessi e gli animali dagli attacchi dei predatori… Terra rosso fuoco sotto i piedi, alberi di acacia a perdita d’occhio… sotto un sole cocente valutar le fresche tracce, rimanere in silenzio, ascoltare il vento, accucciarsi a terra per poi scovar a breve distanza un enorme branco… elefanti, tanti, belli e pericolosi, altamente irritabili a causa dei ragazzini del villaggio che per animare le giornate e annoiare la noia giocano a tirargli i sassi per poi scappare e mettersi allegramente a ridere... altro che star in salotto a giocare con la playstation!

Accucciarsi a terra, valutare il vento, sentir il masai rumoreggiare con la bocca e le mani un richiamo, evitar di rimaner chiusi in mezzo al branco, camminare, ascoltare, prudenza, porre molta prudenza, stare a terra, sono li’, a poca distanza da noi, potrebbero sentire il nostro odore se girasse il vento…

Beh, veder un branco di elefanti a piedi, alle falde del Kilimangiaro, in compagnia di un piccolo gruppo di uomini e donne masai, con la sola protezione della loro esperienza e del loro pugnale sotto il vestito, beh ragazzi, questa e’ tutta un’altra cosa… e c’è da gustarsi più volentieri il chai (thè) preparato alla boma

Al prossimo racconto di viaggio!

Robato Msafiri


PS: racconto di viaggio tratto dal safari di ottobre 2008 (Masailand, Amboseli, Tsavo Est & Ovest)






domenica 11 gennaio 2009

Camminando al Sabaki River


Luce bassa su un orizzonte di nuvole rarefatte… l’onda del mare che sulla sabbia disegna percorsi invisibili in cui perdere il filo dei pensieri … sul pelo increspato dell’acqua, la’ dove il fiume incontra il mare, affiorano i corpi paffuti di tre ippopotami in cerca di refrigerio. Mani di pescatori tirano a se’ le reti, ed ad un tratto, in un frollio d’ali, nel cielo si libra uno stormo d’uccelli.

rrr

domenica 21 dicembre 2008

E’ arrivata la coca cola


Soda soda soda. E’ arrivato il frigo della coca cola. Come bambini assetati di bevande zuccherine, ora i colleghi tracannano ogni giorno bottigliette gasate dagli improbabili colori.

Coca cola, Sprite, Fanta Arancia, Fanta ciliegia, Acqua Tonica. Liquefatto zucchero gassoso. Come bambini dell’asilo col pane e nutella, o le patatine… anche se qui i bimbi reclamano sempre un “ciao caramella”.

Con 20 scellini a bottiglia ti bevi 33 cl di refrigerata freschezza.


(100ksh=1€)

Paese che vai, credenze che trovi




Se in Europa il gatto (a pari del cane) e’ l’animale domestico per eccellenza, in Kenya (almeno sulla costa) molte persone lo temono e ne hanno paura. Perché nella notte…

Nella notte il gatto, indipendentemente dal colore del suo pelo, puo’ trasformarsi in una seducente ragazza, o in una terribile strega, venendo dal buio a trovarti a casa tua…

“Non chiamarlo! Non toccarlo!” Questo l’avvertimento che mi sento dire ogni volta che, uscendo dal lavoro dopo il tramonto, incontro il micio peloso dei vicini di casa…

E allora ogni volta che lo vedo, ogni volta che mi chino a terra per fargli un grattino alla schiena, ogni volta inizio a ridere come un matto, pensando alla mia mamma e ai milioni di gatti che dormono sulle poltrone e che gironzolano furtivi nelle corti di mezzo mondo…

Ma per i cani? Beh, questa e’ tutta un’altra storia… per i mussulmani il cane e’ un animale da evitare, un nemico, colui che ha ucciso Maometto, quindi… quindi niente cane, ma tanta tanta simpatia per gatti, padroni sornioni di ogni macelleria mussulmana.

Son due anni che vivo a cavallo dell’equatore, ed non ho quasi mai avuto occasione di incontrare la stregoneria e la magia nera… solo qualche polverina magica nella borsetta di una collega, solo qualche spolveratina di black magic da riempir i suoi occhi di preoccupazione e sgomento…

Paese che vai, credenze che trovi. Molto meglio possedere galli e galline, mucche e capre, che vanno e vengono libere per la casa e per la strada… e poi sono buone anche arrosto!

rrr