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mercoledì 3 giugno 2009

Il Rè, la pazzia e l’acqua del pozzo


“Ti voglio raccontare una storia”, disse Zedka. “Un potente stregone, con l’intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell’acqua, sarebbe diventato matto. Il mattino seguente, l’intera popolazione andò al pozzo per bere. Tutti impazzirono, tranne il Re, che possedeva un pozzo privato per sé e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica. I poliziotti e gli ispettori, che avevano bevuto l’acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e decisero di non rispettarle. Quando gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che pertanto ordinasse cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello, chiedendo l’abdicazione.
Disperato, il Re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: “Andiamo alla fonte e beviamo quell’acqua. In tal modo, saremo uguali a loro. E così fecero: il Re e la regina bevvero l’acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. Nel frattempo, i sudditi si pentirono: adesso che il Re dimostrava tanta saggezza, perché non consentirgli di continuare a governare?
La calma regnò nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai loro vicini. E così il Re poté governare sino alla fine dei suoi giorni”.

Paolo Coelho – tratto da “Veronica decide di morire”

sabato 16 maggio 2009

il futuro



“Il modo migliore per predire il futuro
è costruirselo da sé.”



Alan Kay

venerdì 15 maggio 2009

PENSIERI VIANDANTI


"Cammino... ed ho detto tutto, anzi, nulla!"


(GB)

giovedì 14 maggio 2009

Comprendere...


..non credere a quello che ci viene detto,

ma comprendere attraverso la propria stessa esperienza...


(una bella "meditazione" trovata in giro)

sabato 28 marzo 2009

E la persona che beve come una spugna...


Potreste ancora protestare: “ E la persona che beve come una spugna, fuma come un turco, mangia come un maiale e arriva comunque a 85 anni?” Seguendo lo stesso genere di ragionamento, potreste provare a guidare da San Francisco a Los Angeles a 180 all’ora e riuscire ad arrivare… ma non contateci. Forse il suicidio non funziona la prima volta, ma basta rispovarci. Le possibilita’ migliorano.

Dott. Walter Bortz

Continuate a muovervi


Se non potete volare, correte.
Se non potete correre, camminate.
Se non potete camminare, strisciate.
Ma qualunque cosa facciate,
continuate a muovervi.

Martin Luther King

A qualsiasi eta’


A qualsiasi eta’ e in qualsiasi condizione,
in noi ci sono possibilita’ ancora non utilizzate
e una nuova bellezza che aspetta di nascere.

Dale E. Turner

giovedì 26 febbraio 2009

La vita non si misura con…

La vita non si misura con il numero di respiri che si fanno,
ma con i momenti che mozzano il fiato.

Anonimo

Benedizione vivificante


Ti auguro salute.
Ti auguro ricchezza
che non passa con il tempo.
Ti auguro lunghi anni.
Possa il tuo cuore essere paziente come la terra
e il tuo amore caldo come l’oro del raccolto.
Possano i tuoi giorni essere pieni come lo e’ la citta’
e le tue gioiose come danzatrici.
Che le tue braccia siano accoglienti come una casa.
Che la tua fede sia duratura come l’amore di Dio
e il tuo spirito valoroso come iil tuo retaggio.
Possa la tua mano essere salda come un amico
e i tuoi sogni pieni di speranza come un fanciullo.
Che la tua anima sia coraggiosa come la tua gente
E che tu sia benedetto.

BENEDIZIONE VIVIFICANTE

sabato 21 febbraio 2009

Esiste un mondo dove la saggezza


Esiste un mondo dove saggezza
è saper curare il corpo
senza dimenticare lo spirito

Frase tratta da “I Cinque Tibetani”, Macro Edizioni

martedì 3 febbraio 2009

Khanga, una sentenza da indossare (14)


Mama nipe radhi kuishi na watu kazi

Mamma dammi la benedizione per vivere con gli altri

Khanga, una sentenza da indossare (13)


Harusi ni nguzo kwa jamii

Marriege is a fondation of the family

Il matrimonio è il fondamento della famiglia

Khanga, una sentenza da indossare (12)


Mungu bariki ndoa hii

Dio benedica questo matrimonio

La colpa in noi stessi


La colpa, caro Bruto, non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi.

William Shakespeare, tratto dal “Giulio Cesare”

Si beava dell’aria che respirava


E qualcosa mi diceva
che ogni fiore si beava
dell'aria che respirava…

Wordworth & Coleridge

Khanga, una sentenza da indossare (11)


Mungu in wetu sote

Dio per noi tutti

Johannes Itten, il colore



Il colore è vita, un mondo senza colori sembrerebbe morto.
Come la fiamma produce la luce, la luce produce il colore.
Come l'intonazione conferisce colore alla parole parlata,
il colore conferisce un suono spiritualmente realizzato alla forma.
(...) Cosa sarebbe il mondo senza colori?
Un universo infelice di ombre

Johannes Itten

martedì 27 gennaio 2009

Paolo Nori, “Niente”


[NIENTE]

Io non ho niente,
ma questo niente che ho e’ una gran leva

Paolo Nori, tratto da “La vergogna delle scarpe nuove”

Hermann Hesse, "Vagabondaggio"


"Noi viandanti siamo tutti così. La nostra smania di vagabondaggio e di vita errabonda è in gran parte amore. Il romanticismo è per metà niente altro che attesa dell’avventura. Ma per l’altra metà esso è impulso inconsapevole a trasformare l’elemento erotico. Noi viandanti siamo abituati a coltivare desideri amorosi proprio per la loro inappagabilità e quell’amore che apparterrebbe alla donna noi lo dissipiamo profondendolo al villaggio e alla montagna, al lago e alla voragine, ai bimbi sul sentiero, al bove, al prato. Noi liberiamo l’amore dall’oggetto, l’amore da solo ci è sufficiente, così come nel nostro vagare non cerchiamo la meta ma solo l’essere in cammino."


Hermann Hesse, "Vagabondaggio"

lunedì 19 gennaio 2009

Il bruco e la farfalla


Quella che il bruco
chiama “fine del mondo”
altri chiamano “farfalla”

Frase tratta da “I Cinque Tibetani”, Macro Edizioni