venerdì 12 settembre 2008

Acqua o Coca-cola?

Me l’hanno spedita tempo fa via email… come l’ho ricevuta la giro, e la incollo nel blog. Buona lettura!!! Uomo avvisato, mezzo salvato… e pensare che qui per la soda I bambini poveri diventano matti!!! Arriva il muzungu con la soda!!! Provare per credere… ma chi glielo dice che fa meglio bere un bel bicchiere d’acqua?


ACQUA
Un bicchiere d'acqua toglie la sensazione di fame durante la notte per quasi 100 % delle persone in dieta. È quanto dimostra uno studio dell'università di Washington.

La mancanza d'acqua è il fattore n° 1 della causa della fatica durante il giorno. Studi preliminari indicano che da 8 a 10 bicchieri d'acqua al giorno potrebbero alleviare significativamente i dolori di schiena e nelle giunture nell'80 % delle persone che soffrono di questi mali.

Una semplice riduzione del 2% di acqua nel corpo umano può provocare incoerenza nella memoria a breve termine, problemi con la matematica e difficoltà nel focalizzare lo schermo del computer o una pagina stampata.

Bere 5 bicchieri d'acqua al giorno diminuisce il rischio di cancro al colon del 45 %, può diminuire il rischio di cancro al seno del 79 % e del 50 % la probabilità che si sviluppi nella vescica.

Tu stai bevendo una quantità giusta di acqua ? Dovresti e tutti i giorni!


COCA COLA


In molti stati degli USA le pattuglie ferroviarie caricano due galloni di Coca Cola nel portabagagli per usarli nella rimozione di sangue sulla strada dopo un incidente.

Se si mette un osso in un contenitore con Coca Cola, l'osso si dissolverà in 2 giorni.

Per pulire il Water: versarvi una lattina di Coca Cola e lasciar 'riposare' un'ora poi tirare l'acqua.

L'acido citrico della Coca Cola rimuove le macchie nelle stoviglie.

Per togliere le macchie di ruggine dal paraurti cromato delle auto, strofinare il paraurti con un pezzo di foglio di alluminio, (quello che si usa per incartare gli alimenti), bagnato con la Coca Cola.

Per ripulire oggetti corrosi da perdite di batterie di automobili, versarvi sopra una lattina di Coca Cola e lasciarla sulla corrosione.

Per poter togliere una vite corrosa, applicarci sopra uno straccio bagnato di Coca Cola e lasciarlo per qualche minuto.

Per togliere macchie di grasso dai vestiti, versare una lattina di Coca Cola nella lavatrice con i panni sporchi di grasso e aggiungere il detersivo. La Coca Cola aiuterà a togliere le macchie di grasso.

La Coca Cola aiuta anche a pulire il parabrezza delle automobili.

Per nostra informazione:
L'ingrediente attivo nella Coca Cola è l'acido fosforico. Il suo PH è 2,8 e dissolve un'unghia in 4 giorni circa.

L'acido fosforico inoltre ruba il calcio delle ossa ed è il maggior contribuente all'aumento dell'osteoporosi. Alcuni anni fa si fece una ricerca in Germania per ricercare il perché dell'apparizione dell'osteoporosi nei bambini a partire dai 10 anni (pre-adolescenti). Risultato: eccesso di Coca Cola, per mancanza di controllo dei genitori.

I camion che trasportano la Coca Cola vengono identificati con la scritta MATERIALE PERICOLOSO, che è riservata per il trasporto di materiali altamente corrosivi.

I distributori di Coca Cola la usano per pulire i motori dei loro camion da almeno 20 anni.

E, ancora: La Coca Light è stata considerata sempre più, per i medici e i ricercatori, come una bomba ad effetto ritardato per colpa della combinazione Coca + Aspartame, sospettata di essere la causa del Lupus e dei dolori degenerativi del sistema nervoso.

E per finire, mia cognata che fa l'assistente ad un dentista, consiglia di NON lavarsi mai i denti dopo aver bevuto la Coca Cola perché toglie tutto lo smalto, e lo toglie per sempre!


Una domanda, ora: 'Vorresti un bicchiere d'acqua o uno di Coca Cola?'

giovedì 4 settembre 2008

a volte i clienti...

30 agosto 2008

Ci son dei clienti che fan la differenza, che ti fanno affrontare la giornata di lavoro con la gioia e il sorriso, che ti donano allegria..

Quando li vedi partire senti che hai condiviso qualcosa con loro, qualcosa di bello…

Nei loro occhi e nelle loro strette di mano li senti felici di ciò che hanno vissuto. E questo è il regalo più grande che ti possono fare.

Grazie. Grazie a voi. Vi ringrazio per l’opportunità che ho avuto di conoscervi.

Asante sana!!! (grazie tante!!!)

Beach Boys, l’arte di importunare facendo business


Perche’ non tutte le mattine ci si sveglia uguali, delle volte si ha l’energia del sorriso e tutto scivola via, altre volte basta una virgola e ti viene il pelo dritto…

Neanche i masai da spiaggia li sopportano. Incubo per molti residenti, fanno invece la felicita’ d’altrettanti turisti: souvenir, safari, escursioni, fumanze e malaye. Di tutto e di piu’, chiedi (a loro) e ti sara’ dato. Sono i beach boys, i ragazzi da spiaggia. E malindi, come in tutta la costa turistica del Kenya, ne e’ piena.

Sfacciati procacciatori di business, sono abili importunatori della quiete in spiaggia (se si limitassero solo alla spiaggia i procacciatori… qui i procacciatori sono ovunque e in tutte le forme! Dal mercato alla strada…)


Parlano volentieri l’italiano maccheronico, dicono “mamma mia” e “ciao mozzarella” (I bambini invece imparano il “ciao caramella”). Magari ti cantano anche un pezzettino di una qualche canzone made in italy, e ti sanno dire anche i nomi di alcuni calciatori italiani e la loro lingua economica e’ l’euro.

Li vedi e li riconosci subito: spesso indossano magliette di un qualche giocatore di calcio o di una qualche pubblicita’ italiana, o parte del vostro vestiario che gli avete regalato prima di ritornar in Italia.


Noi del Bel Paese siamo la loro passione: spendaccioni poco furbi, spendaccioni che pensano di fare dei grandi affari.

Ciao amico! – (il mio silenzio)
Ciao amico! – Jambo…
Come stai? – Muzuri kabisa
Andiamo a fare un giro? C’e’ il safari blu – Hakuna safari, I am a resident…
Ci sono tanti pesci, si mangia aragosta alla griglia – have a good job…
Aspetta ma dove vai? – have a nice day…
Ma perche’ vai via, non ti piace proprio nulla? – kwaeri rafiki…
(…il mio silenzio, si cammina avanti senza voltarsi…)


Delle volte li schivo, altre volte mi guardano e capiscono che con me non c’e speranza di business, altre volte si avvicinano e cercano di camminarmi a fianco per qualche metro, poi mi fermo improvvisamente, e allora mi guardano incerti e sconsolati, invece per i piu’ invadenti e fastidiosi, per i veri importunatori da spiaggia (e da citta’!), se non mi molla, e’ pronto sulla lingua anche un “I am sorry, but please, you don’t brokes my ball”. Se ancora non la smettono e iniziano la loro tiritera che “noi italiani veniamo qui a scopare le loro donne”, parte diretto un “kwenda zako”, ma sino a quest’ultima frase, fortunatamente, non son mai arrivato, perche’ e’ come mandarli a fanculo in lingua swahili (se lo si dice in tono non amichevole).



Lo so, e’ il loro lavoro, cercano di fare il loro business e di guadagnarsi da vivere, come tutti del resto, ma c’e’ un limite a tutto, e il rispetto dovrebbe essere la prima regola. Perche’ loro non sono i veri lavoratori, son organizzatori il piu’ delle volte poco affidabili, raddoppiano il piu’ delle volte i prezzi e sfruttano soltanto i loro contatti… sono degli smanettatoni.

Poi delle volte ti capita di incontrarne qualcuno di “sano”, gentile e rispettoso… ma e’ trovare una goccia nell’oceano…

Buon lavoro a tutti!

e via che si va’


Appunti del 29 agosto 2008

Spalmarsi un po’ di crema sulla pelle e poi prendere e andare, lungo la spiaggia, nel primo mattino, dopo aver atteso il placarsi dell’improvvisa e torrenziale pioggia equatoriale…

I piedi a pelo d’acqua, tenui riflessi del sole sul manto ondulato dell’oceano…


In lontananza, in mezzo al mare, dove la bassa marea forma banchi di sabbia o fa affiorare blocchi di corallo, molti fishermen (pescatori) sono gia’ al lavoro. Camminano a testa bassa, qualcuno pesta anche i piedi, cercando chissa’ qualche diavoleria per muzungu (vongole? telle?) da vendere ai vari hotel-ristoranti e a qualche turista-residente desideroso di vivere anche a tavola la sua Africa…

A rompere la quiete mattutina della spiaggia solo qualche beach boys annoiato che staziona davanti all’hotel di turno, in attesa che emerga dal lettino prendisole qualche bradipo-muzungu dalla pelle troppo arrossata dal sole per potergli proporre qualche sensazionale “affarone”, dal “safari blu” all’isola dell’amore, da qualche souvenir a qualche malaya

Oltre la barriera corallina qualche dhow trasportato dal vento e’ gia di ritorno, sulla riva qualcuno ripara la propria barca o la prepara per l’ennesima escursione per muzungu munita di griglia…


Ruvidi i miei piedi affondono nella soffice sabbia bagnata, piedi che schivano una gigante medusa rossa grande come una noce di cocco… vorrei poterla salvare, la bassa marea l’ha colta alla sprovvista ed ora e’ li’ morente sulla sabbia che si contorce sotto al sole equatoriale, ma come fare a salvarla? Morte tua o ustione mia? Con i piedi cerco di spruzzargli addosso un po’ di acqua di mare, ma la natura e’ piu forte e determinate, e fara’ inevitabilmente il suo corso…


E cosi camminare guardando lontano, sentire il vento accarezzare la pelle e gioire per questa improvvisa opportunita’ di arrivare un po’ piu’ tardi al lavoro…

E cosi arrivare sino in centro, con il sole gia’ alto a picco sulla testa – 5 km a piedi per una mattina di liberta’ – mai piu’ senza carta e penna, perche’ la gioia e lo stupore non scaturiscono solo dalle grandi ed eclatanti opere, ma affiorano anche dalle piccole cose di tutti i giorni, in cui tutto e’ possibile sul cammino della vita, basta soltanto sentirsi aperti e ricettivi, e la vita si manifesta, con il proprio sorriso.


E’ ora di tornare al lavoro, Kwaeri (bye bye)

Alex Turco, arte a Malindi


Se vi capita di legger il suo nome in una qualche mostra andatela a vedere, perche’ merita veramente.

Di Alex Turco non so praticamente nulla, so solo che e’ un italiano e che utilizza una particolare tecnica artistica per creare le sue opera: stampa fotografica su tela e poi inizia con la loro pittura. Il risultato e’ qualcosa di estremamente affascinante e di originale, che cattura al primo sguardo.

Appena sono entrato all’Art Gallery di Malindi (di proprieta’ di un quotato artista italiano, Armando Tanzini, poi trapiantato in Kenya), sono stato rapito dalle sensazioni prima impresse e poi scaturite dai suoi quadri – colori che avvolgono e pennellate che catturano…


“A tribute to Malindi”. Sono sguardi di un italiano in Kenya. Immagini dell’Africa. La sua Africa.

E come ha scritto qualcuno sul quaderno delle visite:

La mia Africa
La tua Africa
La loro Africa

(…)

E’ bello poter respirare un po’ d’arte e di cultura anche a Malindi…

Grazie Alex Turco!

Muslim’s World

Oggi, tornando a casa in tuk tuk, una pubblicita’ cattura la mia attenzione’: chakula ramadan.

Come ogni anno, il primo giorno di settembre, per tutta la durata del mese, le persone di fede mussulmana festeggiano uno dei loro momenti sacri: il ramadan.

Niente cibo alla luce del sole. Molta preghiera e si vive maggiormente la notte. Tutto diviene piu’ lento durante il giorno e i negozi muslim chiudono un poco prima.... perche’ dalle ore 18:30 in poi, tutti si riversano nelle vie del centro citta’ per avere la propria porzione di chakula (cibo). Banchetti per strada, chakula da marciapiede, si riempiono i bar e ristoranti…


Voglio esserci anch’io in quel momento, con il mio kikoi legato attorno alla vita, e se sara’ possibile, fare anche qualche scatto fotografico… il momento piu’ interessante (per me) e piu’ goliardico (per loro) sara’ la fine del ramadan, quando la gente riversata per le strade se ne andra’ in giro in massa a far casino e a festeggiare… perche’ per loro e’ un po’ come il natale cristiano, che pero’ dura un mese!!!

Ma ad aver catturato la mia curiosita’ nella locandina pubblicitaria non e’ tanto questa festa muslim in se’, ma la datazione del calendario: 1429! Perche’ per i mussulmani ora siamo nell’anno 1429 A.H…. altro che 2008 D.C.!!!

E cosi riflettere sul concetto di tempo e sulle implicazioni che una religione puo’ avere nel mondo…

Buon 1429 anche a voi!

Salama alekum
Alekum salam

oppure, senza fare il baciamano (segno di rispetto o di anzianita’), molto semplicemente potete dire e rispondere in modo amichevole e disimpegnato (come se fosse un Jambo/Jambo)

Salama
Salama


Buon inizio ramadan a tutti i muslim del mondo!

PS: altro che modificare leggermente gli orari di lavoro... nessun ristorante di fede muslim a Malindi e' aperto!

Poco mi serve

Anche questa, sembra scritta dal popolo del sole in Africa, e invece…


Poco, mi serve.
Una crosta di pane,
un ditale di latte,
e questo cielo
e queste nuvole.

Velimir Chlèbnikov