domenica 21 dicembre 2008

Paese che vai, credenze che trovi




Se in Europa il gatto (a pari del cane) e’ l’animale domestico per eccellenza, in Kenya (almeno sulla costa) molte persone lo temono e ne hanno paura. Perché nella notte…

Nella notte il gatto, indipendentemente dal colore del suo pelo, puo’ trasformarsi in una seducente ragazza, o in una terribile strega, venendo dal buio a trovarti a casa tua…

“Non chiamarlo! Non toccarlo!” Questo l’avvertimento che mi sento dire ogni volta che, uscendo dal lavoro dopo il tramonto, incontro il micio peloso dei vicini di casa…

E allora ogni volta che lo vedo, ogni volta che mi chino a terra per fargli un grattino alla schiena, ogni volta inizio a ridere come un matto, pensando alla mia mamma e ai milioni di gatti che dormono sulle poltrone e che gironzolano furtivi nelle corti di mezzo mondo…

Ma per i cani? Beh, questa e’ tutta un’altra storia… per i mussulmani il cane e’ un animale da evitare, un nemico, colui che ha ucciso Maometto, quindi… quindi niente cane, ma tanta tanta simpatia per gatti, padroni sornioni di ogni macelleria mussulmana.

Son due anni che vivo a cavallo dell’equatore, ed non ho quasi mai avuto occasione di incontrare la stregoneria e la magia nera… solo qualche polverina magica nella borsetta di una collega, solo qualche spolveratina di black magic da riempir i suoi occhi di preoccupazione e sgomento…

Paese che vai, credenze che trovi. Molto meglio possedere galli e galline, mucche e capre, che vanno e vengono libere per la casa e per la strada… e poi sono buone anche arrosto!

rrr

mercoledì 17 dicembre 2008

Tanti Auguri dal Kenya

Semplicemente cosi, tanti, tanti auguri di buone feste

Un augurio speciale dal popolo del sole


Roberto muzungu msafiri













Wazungu mweusi!


Il vento in faccia, il buio sugli occhi, gli odori che cambiano trasportati dall’aria... ma dall’espressione della faccia degli altri a bordo strada, dovevamo essere una strana banda…

Un muzungu, un’africana, un indiano e due filippine che sul cassone di un pick-up percorrono di notte le strade di Malindi...

E qualcuno sulla strada, vedendoci, incredulo ride e grida: “Wazungu mweusi! Wazungu mweusi!!!”

Ovvero “black wazungu”, “uomini bianchi africani”... perche’ solitamente i wuzungu guidano una macchina o un fuoristrada, e non sono trasportati o stivati nella notte sul cassone di pick up guidato da un indiano... e allora a veder questa strana banda multicolor e multirazza, rideva e rideva: guardate i wazungu mweusi!!!

Nella notte, muzungu Rob

Malinconiche riflessioni


Sara’ forse l’ultima pagina che scrivo da Malindi per “Pillole di Malindi”. (…). Sono venuto in Kenya 14 anni orsono, alla ricerca della liberta’, degli spazi e per il suo clima temperato. Dopo 14 anni vissuti a Malindi credo sia giusto rivedere la nostra bella Italia e non piu’ fuggire i rigori invernali e dalle costrizioni logistiche. In un tempo frenetico, tremendo e virtuale, si sente talora il bisogno, la necessita’ impellente, di ancorarsi in un porto tranquillo, di potersi rifugiare in un momento di sereno raccoglimento; le vie di fuga sono molte, alcune pericolose, altre inconcludenti.

I valori che imperano sono la monetizzazione degli utili, l’assillo delle tendenze, l’apparire piuttosto che l’essere. Le ideologie, fortunatamente, forse sono morte, ma quel che ne e’ nato, non e’ poi un granche’.

La speranza di poter contribuire alla resistenza contro questa progressiva volgarizzazione, poggia anche sul recupero di piccole cose preziose, sulla modificazione di quotidiane abitudini. Ci fortificano quindi le sempre piu numerose e chiare voci a sostegno dei valori fondanti, quali la cultura, la tolleranza, la tradizione e la conservazione delal memoria, “Historia magistra vitae”, e tutto quel che ne consegue.

Siamo presuntuosi a tal punto da credere che anche l’educazione al piacere possa valorizzare tutto cio’ con preziosi istanti di splendido rilassamento, che sia lo stimolo a buoni propositi e ad illuminanti elucubrazioni estetiche. E’ un modo per pagare il nostro contributo alla memoria, per ricercare le nostre radici e rileggere con commozione la storia.

Noi speriamo di difendere in modo equilibrato la nostra causa, nella speranza di veder riconosciuta la liberta’ di ciascuno a rivendicare la propria scelta di vita, nella immancabile consapevolezza che tale liberta’, finisce laddove inizia quella del nostro prossimo.

Forse queste idée sublimandosi, mi riportano ad uno stile di vita meno artificioso, piu genuine e deciso, addolcito com’e’ dalla manchevolezza della memoria e consentito solo in virtu’ della struggente nostalgia dell’Italia e dai voli pindalici della mente (omissis).

Dopo 14 anni vissuti in questo paese, dopo che noi italiani abbiamo insegnato nuove tecniche, abbiamo creato in parte il benessere, od almeno la possibilita’ di sopravvivenza di tanta gente, ci vediamo sempre costretti ad assoggettarci agli usi e consuetudini locali.

Pare di leggere Topolino, quando vai all’Immigration e gli impiegati che indossano le magliette “anti corruption” non sanno piu che cosa inventare per estorcerti quattrini. Vivi sempre nel timore di una rapina non per la refurtiva che possono prendere, ma per le conseguenze che possono crearsi.

Mi auguro che i fatti menzonieri che sono capitati a me, non debbano toccare altre persone.

Se tutti gli uomini preposti alle indagini preliminari, alla buona interpretazione delle leggi ed alla constatazione della loro esecuzione, sappiano esserlo in futuro, ricercare e punire coloro i quali con i loro abusi mettono in difficolta’ il turismo, solo cosi il Kenya potrebbe migliorare, e il turista continuera’ a soggiornare in Kenya e molti residenti continueranno ad investire capitali, la popolazione keniana non ricomincera’ a mangiare solo ed esclusivamente polenta.

Medardo Caretta

Articolo tratto da “Pillole di Malindi, N. 9

Angolo consolare


Malindi sembra diventata la cittadina dei “burattinai”, assolutamente nulla contro la categoria che anzi stimo, ma solo per il fatto che di chi muove i fili per far agire i burattini e battersi tra di loro, non se ne vede mai il viso, alle olimpiadi vincerebbe il record mondiale nella specialita’ del “tiro della pietra naascondendo la mano”. Dai rapporti che raggiungono il consolato e’ allarmante constatare l’aumento del numero delle cause in Polizia e in Corte causate per la maggior parte da connazionali contro connazionali.

Fino a quando il pettegolezzo quotidiano, sistematico e regolare (come un antibiotico consigliato dal dottore) rimane solo a riprova della piccineria mentale, delle frustrazioni, insoddisfazioni, masturbazioni mentali e carenza di interessi alternative, che si manifestano in sfoghi dozzinali nei piccoli solotti volanti, inventati dappertutto ci si incontri, che si manifestano in lettere anonime o legate al segreto di ufficio (per cui rimangono sempre “anonime”), le bugie, le critiche senza senso e costrutto… ebbene il tutto passi… se questa e’ l’unica maniera di espressione a loro disposizione e che li appaga; rimangono sempre deprecabili e vergognose, ma al limite “cause civili”… ma… quando si fa scattare l’intervento di agenti della criminale a controllare, perquisire, impossessarsi dei passaporti, fermi in cella, manette ai polsi, presa di impronte digitali… si passa alla “azione criminale”… scendendo l’ultimo scalino si arriva… al deprecabile e recente uso di gente locale per intimidire e minacciare; favorendo cosi estorsioni e ricatti che aprono la possibilita’ ad una spirale di violenza pericolosa che potrebbe diventare incontrollabile.

Veniamo da un paese in cui questo e’ gia’ successo tanto tempo fa e non si e’ mai trovata una soluzione a questo problema. Come tutti sanno c’e la tendenza ad insegnare le parolacce che vengono immediatamente immagzzinate e largamente ormai usate dai locali sulle spiagge a scapito dei turisti o dei residenti che non riescono piu a trovare un momento di pace e serenita’ (quella pace e serenita’ che aveva convinto molti di noi a fermarsi in questo paese meraviglioso, ma che putroppo anche noi abbiamo contribuito a guastare; se pero’ vogliamo passare ad insegnare il nostro retaggio peggiore, daremo inizio ad un fenomeno che, come un boomerang, ci ritornera’ indietro causando sicuramente seri danni.

Roberto Macri’, Console Onorario Italiano

Articolo tratto da “Pillole di Malindi”, N. 9

Auguri mamma!


4 dicembre

Dicon che le lontananze avvicinano... ti mando un bacio virtuale!

BUON COMPLEANNO!!!

venerdì 12 dicembre 2008

Poveri Masai! (A ognuno il proprio Dio!)




Mi capita spesso di spulciare il web alla ricerca di informazioni e curiosita’ relative al Kenya e all’Africa in generale… ogni tanto trovo qualcosa di interessante, altre volte qualcosa di completamente inutile, altre volte invece qualcosa che mi sorprende e che mi sbalordisce…

Lo scritto che segue e’ stato scaricato dal sito http://www.watchtower.org/. Leggetelo. Io son rimasto senza parole:

“Oggi le comunità masai dell’Africa orientale vengono raggiunte dal ministero dei testimoni di Geova. Oltre 6.000 copie dell’opuscolo Vivere sulla terra per sempre! sono state stampate in lingua masai. Così i masai sono aiutati a capire la differenza tra le superstizioni prive di fondamento e la verità biblica. È davvero rincorante vedere che il nostro Creatore, Geova Dio, offre a questo popolo unico e pittoresco l’opportunità di unirsi a “ogni nazione e tribù e popolo e lingua” per sopravvivere alla distruzione di questo sistema di cose turbolento. — Rivelazione (Apocalisse) 7:9.”

Personalmente, trovo cio’ che stanno facendo i testimoni di Geova sia una cosa inutile e ridicola, oltre che dannosa e pericolosa.

Perche’ mai andare da una comunita’ orgogliosa e fiera di essere cio’ che e’, loro che hanno rifiutato l’idea di sviluppo “all’occidentale” e il compromesso di modernita’ dettato dal consumismo-capitalismo, loro che vivrebbero ancora di baratto e la cosa piu’ importante e preziosa che possono avere e’ il bestiame e le loro tradizioni, perche’ mai andare dai Masai con l’intenzione di redimerli? Ma redimerli da cosa? Cosa hanno mai fatto i Masai per meritarsi questo insulto e ricevere questa violenza?

Cosa serve andare in Africa dai Masai per “aiutarli a capire la differenza tra le superstizioni prive di fondamento e la verita’ biblica”? Chi sono i testimoni di Geova per poter dire e fare questo? Chi ha dato a loro questo potere? Dove sta la loro intelligenza e il loro buon senso? Dove sta la loro fraternita’ e il loro amore per Dio? Per quale Dio?

Ognuno e’ - o dovrebbe - esser libero di professare la propria religione e di pregare il proprio Dio. Ognuno. In ogni parte del mondo. Qualsiasi sia il proprio Dio.

Personalmente non ho nulla contro i testimoni di Geova, perche’ anche la chiesa cattolica ha fatto (e sta facendo tutt’oggi) altrettanto (con altrettanti danni) in ogni parte di mondo… la chiamano evangelizzazione… e cosi, comunita’ tribali e remote, distanti anni luce dalle scritture della Bibbia, si ritrovano a pregare per un Dio che non gli appartiene… magari in cambio di un pozzo per l’acqua o di una scuola o di un ospedale…

Ma cosa avranno mai fatto i Masai per meritarsi questo? Possibile che nel 2008 possan succedere ancora di queste cose?


Roberto

(Info tratta da: http://www.watchtower.org/i/20020222/article_01.htm)