domenica 11 gennaio 2009

Camminando al Sabaki River


Luce bassa su un orizzonte di nuvole rarefatte… l’onda del mare che sulla sabbia disegna percorsi invisibili in cui perdere il filo dei pensieri … sul pelo increspato dell’acqua, la’ dove il fiume incontra il mare, affiorano i corpi paffuti di tre ippopotami in cerca di refrigerio. Mani di pescatori tirano a se’ le reti, ed ad un tratto, in un frollio d’ali, nel cielo si libra uno stormo d’uccelli.

rrr

Italy connection








Italiani brava gente. Italia pizza spaghetti alla bolognese. Italia un bel bicchiere di vino. Italia la nutella nel panino.

Ma… l’Italia è tutta qua?

Come se fosse un fenomeno da baraccone, in Kenya c’è chi la dipinge anche cosi: mafia, italy connection, pistole e doppiopetto.

Foto di un pulmino parcheggiato lungo una strada di Malindi… l’immagine dell’Italia all’estero è anche questo…

rrr

Il gelataio ambulante







Ogni tanto capita di trovarne in giro qualcuno, c’è chi pedala, chi spinge un carretto e chi invece se ne sta seduto sotto le fresche frasche di un albero a contemplare lo scorrere sulla strada…

Il gelataio ambulante…

Mi chiedo che ne rimarrà mai a sera dei gelati che tiene nell’improbabile frigo legato alla bicicletta… quale business per quale piatto di minestra?

Eppure se lui esiste, qualcuno li comprerà, altrimenti la legge della sopravvivenza…

Buon gelato a tutti!!!

Khanga, una sentenza da indossare (8)


Ya nini mwakeraka na nyie sio mlioni weak

(Why are you getting irrited and it’s not you who’s keeping me)

Non esser geloso per il bene altrui

Proverbio Masai



« Trattiamo bene la terra su cui viviamo:
essa non ci è stata donata dai nostri padri,
ma ci è stata prestata dai nostri figli »

Proverbio Masai

venerdì 2 gennaio 2009

Febbre all’equatore


Febbre, male alle ossa, male alle giunture, un peso alla testa che mi stringe in un cerchio di dolore, lieve mal di gola, lo stomaco un po’ sottosopra. Caldo caldo, freddo freddo, brividi, febbre. È mattina, appena sveglio, sotto l’ascella il termometro segna 38°. La temperatura ambientale esterna poco meno.

Andare da Rakesh, fare un vetrino, i sintomi non sono buoni, troppo simili a quelli malarici… Prelievo di sangue, test delle feci, aspettare… aspettare…

Nella sala d’attesa un anziano signore italiano deve farsi pulire una canula vicino al cuore, sembra una farmacia ambulante vista la quantità industriale di farmaci che ha nello zainetto. Una mamma africana col suo piccolo bambino che piange, al braccio ha una sacca di sangue. Una coppia di donne arabe gira per l’ambulatorio come due matrioske. Un anziano signore swahili, un ragazzo italiano che non sa se aver dei calcoli ai reni o chissà cos’altro. Come in tutte le sale d’aspetto c’è chi parla e chi sta zitto.

Mi chiamano, arriva l’esito, tutti i test son negativi. Tiro un bel sospiro di sollievo, niente malaria. Ma sto male, c’è la febbre con tutti i sintomi, e allora che cos’è? Influenza… e mi manda a casa prescrivendomi un antibiotico generico per una infezione generica non diagnosticata alla gola (medicine che tanto non prenderò) e un antidolorifico per le mie ossa doloranti. Che dolor alla cabeza!!!

Letto cuscino letto cuscino, sudare come un salame al sole, letto cuscino letto cuscino, 39° la febbre, pastiglia di aspirina e tachipirina, aspettare, riposare…

Il mattino successivo mi sveglio con poco piu’ di 38 di febbre, i sintomi son sempre quelli, troppo simili a quelli malarici, mi portano a far un altro vetrino, altri test, salve dottor Rakesh, esame delle urine, sembra confermata l’influenza! Questa volta un grande sospiro di sollievo!!! Ma non ho mai sudato cosi tanto in vita mia...

Le ragazze della Garden House si prendon cura di me, frutta fresca e riso in bianco, il natale e’ vicino, troppo vicino per saltare il cenone italo-spagnolo di domani sera... e allora riposo cullato dal vento che suona le verdi frasche della palma da cocco e le cornacchie che insolenti scagazzano sull’albero della papaya...

Buon natale

Il candore e la letizia



Il candore si accosta alla letizia

(anonimo)