mercoledì 3 dicembre 2008

Che cos'e il mal d'Africa, by FREDDIE

Che cos'e il mal d'Africa, by FREDDIE



Tratto da “Come prendere il Mal d’Africa (e altri 101 virus tropicali)”, di FREDDIE

Questo libro e’ dedicato a quei muzungu tristi che, anche in Africa, non ti sorrido nemmeno se li paghi, e a quei kenioti che, se li paghi anche una sola volta, ti salutano e ti sorridono per tutta la vita.


CHE COSA E’ IL MAL D’AFRICA

Spiegare a parole un innamoramento e’ affar serio. Si rischia la banalita’, ci si puo’ imbattere in luoghi comuni o infilare la penna in un barattolo di miele e trasformare una sensazione magica in un articolo di Alberoni o nel volumaccio di una finta psicologia televisiva.

Proviamo?

Immaginate un luogo in cui il cielo non vi sovrasta, vi attraversa; l’aria non si respira, si assapora; il tempo scorre, non corre ed il sistema nervoso si sistema, non s’innervosisce. Un luogo dove la gente non t’incrocia, ti saluta. Dove tutto e’ vero, anche le cose spiacevoli, perche’ tutto e’ vita, non una scorciatoia per evitare le paure ed arrivare prima al Niente o all’Oltre. Bando alle filosofie afro-orientali.

Il mal d’Africa e’ uno stato dell’anima, prima ancora che uno stato mentale.

Il mal d’Africa non e’ uno stato dell’esofago e nemmeno uno Stato dalle parti del Lesotho, Maldafrica non e’ una citta’ del Benin o un paese del Belin.

E’ qualcosa che pulsa nello stomaco ed esiste a prescindere dalla cattiva digestione del vecchio, pesante continente o di una giovane, fresca noce di cocco.

Mal d’Africa e’ imparare a perdere tempo scrutando una lucertola dalla testa arancione fare le flessioni.

Mal d’Africa e’ osservare un meccanico che non sa da dove cominciare a riparare il motore della vostra auto.

Mal d’Africa e’ emozionarsi davanti a un tramonto breve sapendo che il giorno dopo, comunque andra’, ce ne sara’ uno apparentemente identico ma dalle sfumature inedite.
Imparare che non e’ vero che se non si desidera tutto non si otterra’ nulla, che accontentarsi non e’ sempre una sconfitta e che vivere alla giornata e’ un buon metodo per aggiornare l’esistenza.

Capire la propria diversita’ e accettare quella degli altri, in un luogo dove nemmeno Gesu’ avrebbe potuto affermare che gli uomini sono tutti uguali.

Mal d’Africa e’ vivere in sintonia con le fasi lunari, con i fusi locali, in serenita’ con il ciclo vitale e in equilibrio su un ciclo cinese.

Mal d’Africa e’ capire di non essere capiti e farsene una ragione, e’ annoiare la noia, impigrire la pigrizia, rincoglionire l’intelligenza e assoggettarla ai propri ritmi, imprigionare il pensiero e liberarlo con una cauzione eterna che sara’ il cuore a pagare, in comode rate stagionali.

Mal d’Africa e’ un silenzio pagano, un ruggito religioso, uno stato d’animo.

Il Mal d’Africa, se ‘e’ quello vero, e’ un bene incurabile


Tratto da “Come prendere il Mal d’Africa (e altri 101 virus tropicali)”, di FREDDIE

FREDDIE , al secolo Alfredo del Curatolo, che di mestiere in Italia scriveva e che in Kenya spadella. E’ l’autore del perdibile manuale “ Come diventare un perfetto residente italiano a Malindi” e “I racconti di nonno Kazungu”

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