mercoledì 3 giugno 2009

L’anziana signora col cane zoppo


Lago d’Orta, 1 giugno 2009
(camminando sul sentiero che scende da frazione Colma sino a Ronco Sotto)


Un’anziana signora dai vestiti pesanti e logori, i capelli troppo bianchi per i suoi occhi stanchi e lontani, sulle spalle porta una gerla colma di erba tagliata a fresco. Sul sentiero, a far compagnia ai suoi passi consumati dal tempo, uno sbilenco cane nero e zoppo, fedele compagno di una vita di fatiche e solitudine.

E’ Ginetta, la matta del paese, colei che solinga vive lontano dalle chiacchere delle quattro case in sasso col camino che fuma. Ogni tanto bussava alle porte delle poche case, mormorando parole incomprensibili per i suoi lunghi anni di solitudine, allungando una mano nella speranza di ricevere qualcosa, qualche vecchia mutanda, un grembiule smesso, un po’ di caffè, un panettone… molto tempo fa quando andava in paese si fermava a leggere i cartelloni in piazza, lettera per lettera come i bambinetti sui banci di scuola, col dito che segnava le parole…

Mi sembra inopportuno fotografarla, sembra un monumento al rispetto, un dinosauro di donna che da eremita combatte contro un progresso che tutto cancella, ancora oggi va a tagliar la legna che brucia nella sua vecchia stufa… I miei passi incrociano i suoi occhi e cercano di andare oltre, lasciandomi alle spalle l’abbaiare del cane che lotta contro il vento, latrando a invisibili fantasmi che si perdono sul sentiero…

Ha un sapore antico questa donna, come una vecchia fotografia in bianco e nero. Chissà che ne sarà di lei, vecchio e stanco dinosauro in un secolo non più suo… mi piace pensare che sarò uno tra quelle poche persone che in un giorno di ricordi, camminando su questo sentiero, coglierà rose selvatiche o fiori di campo e li porterà sulla sua tomba, immobile ricordo nel scorrere del tempo. Che la tua memoria possa resistere alle estati e agli inverni, alle primavere e agli autunni, e che il tuo spirito si libri nella valle come un frullio d’ali nel cielo.

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