venerdì 21 novembre 2008

Ebano, di Ryszard Kapuscinski (13)

L’usanza imporrebbe di offrire qualcosa all’ospite, ma Vikta e Stone non hanno niente da darci. Il loro vicino Simon, invece, si affretta a portarci davanti un piatto di noccioline. Ma Simon è ricco: possiede una bicicletta e quindi un lavoro. Simon è un bicycle trader. Nel paese le strade maestre sono poche e i camion di passaggio rari. Milioni di persone abitano nei villaggi fuori mano dove i camion non passano mai. Sono i più poveri, i più diseredati. Il mercato e’ lontano, troppo lontano per portarvi sulla testa qualche tubero di cassava o di patata dolce, i caschi di matite (banane verdi) o un sacco di sorgo, ossia la verdura e la frutta che cresce nella zona. Non potendo vendere non guadagnano, e non guadagnando non possono comprare: è l’inesorabile circolo vizioso della miseria. Ma ecco apparire Simon con la sua bicicletta corredata dei più svariati accessori fatti in casa: bagagliai, borse, pinze e supporti, più adatta al trasporto di roba che di persone. Su quella bicicletta, dietro magro compenso (magro, perchè ci muoviamo sempre nell’ambito di un’economia poverissima), Simon (e altre migliaia come lui) trasporta al mercato il carico delle donne, che qui si dedicano al commercio minuto. Dice Simon che più ci si allontana dalle strade maestre, dai camion e dal mercato e più la miseria cresce: i più disgraziati sono quelli che vivono troppo lontano per trasportare le merci al mercato. Secondo lui gli europei che stanno al solo nelle grandi città e si spostano sulle strade principali non hanno la minima idea di cosa sia veramente l’Africa

Tratto da Ebano, di Ryszard Kapuscinski (edizioni Feltrinelli)


Ebano, di Ryszard Kapuscinski (12)

In Etiopia viaggiare in auto e’ una specie di compromesso continuo: tutti sanno che la strada e’ stretta, malandata, ingombra di gente e di veicoli, d’altra parte devono entrarci. E non solo entrarci ma muovercisi, spostarsi, raggiungere le proprie destinazioni. Non c’e autista, guardiano di mandrie o viandante che a ogni istante non si trovi davanti un ostacolo, un rompicapo, un problema da risolvere: come passare senza urtare la macchina che viene in senso inverso? Come far avanzare mucche, pecore e cammelli senza schiacciare storpi e bambini? Come attraversare la strada senza finire sotto un camion, senza infilzarsi sulle corna di un toro, senza rovesciare quella donna con un peso di venti chili sulla testa? E cosi via.

Eppure qui nessuno impreca, maledisce, minaccia. Con pazienza, in silenzio, tutti compiono i loro slalom, le loro pirouette, i loro dribbling: manovrano, girano, spingono e soprattutto avanzano. Se si crea un ingorgo, tutti si industriano a scioglierlo con calma e collaborazione: se c’e calca, millimetro per millimetro risolvono pian piano la situazione.


Tratto da Ebano, di Ryszard Kapuscinski (edizioni Feltrinelli)

Ebano, di Ryszard Kapuscinski (11)

Percorrendo il villaggio mi accorsi come nella tradizione e nell’immaginazione dei suoi abitanti non esistesse il concetto di spazio separato, differenziato, diviso. In tutto il villaggio non c’e’ una siepe, una staccionata, un recinto, una rete, un fossato o un confine. Lo spazio e’ unico, comune, aperto e perfino trasparente: non esistono tende, sbarramenti, muri, non si creano limitazioni a nessuno, non si porgono ostacoli.


Tratto da Ebano, di Ryszard Kapuscinski (edizioni Feltrinelli)

martedì 18 novembre 2008

Mozzarelle italo-tanzaniane




Tratto da FOCUS, n° 190 – Le buone notizie che ci sfuggono

Se in Italia la mozzarella ha avuto qualche problema per colpa della crisi dei rifiuti in Campania, in Tanzania sta avendo un enorme successo.

Provolone. Prodotta localmente insieme ad altri formaggi italiani (fiordilatte, provoloni, caciotte) grazie a un’iniziativa della ong bolognese Cefa, che ha aiutato a creare nel Paese una fabbrica di latticini e ha curato la formazione di chi ci lavora, il formaggio tanzaniano-italiano ha un successo enorme in tutti i ristoranti locali.

Sempre meno analfabeti









Tratto da FOCUS, n° 190 – Le buone notizie che ci sfuggono

Sono ormai solo il 20% dell’umanità. E, entro il 2015, tutti a scuola!

L’alfabetismo sta calando in tutto il mondo. Oggi gli adulti incapaci di leggere e scrivere sono il 20% della popolazione della Terra. Solo 40 anni fa erano il 36%.

In classe! E l’Onu ha fissato l’obiettivo di dare, entro il 2025, a tutti i bambini del pianeta la possibilità di andare a scuola. Naturalmente, il tasso di analfabetismo è molto più alto nei Paesi più poveri (in Africa è al 39% rispetto all’1% dell’Europa) e tra le donne (25% rispetto al 14% degli uomini.





Allah è grande!




Allah è grande! Allah è grande!

Questo viene scritto a caratteri cubitali su tutti i mezzi di trasporto della scuolaguida UNIK.

Allah è grande!

Per tutto il resto, hinshallà… se il cielo vorrà…

L’uomo della bilancia e dell’altezza




Quando passavo lo vedevo seduto sotto l’ombra di un albero, con lo sguardo perso nel vuoto, uno dei tanti che stazionano ai bordi delle strade in attesa che qualcosa succeda… in attesa di qualcuno che passi su quella strada e che voglia quel qualcosa che tu sei disposto a vendere o a fare

Che voglia prender il peso delle persone? O che voglia vender una bilancia? In Africa questo non si può mai sapere… e allora sfodero un sorriso e mi fermo ad attaccar bottone.

In Italia non ho mai capito chi possa esser interessato a prender il proprio peso sulle bilance pubbliche che ci sono per la strada o in farmacia… perché ogni famiglia in Italia ne possiede almeno una da qualche parte, ma qui in Kenya? Qui nelle case (e capanne) non ci son bilance da metter sotto il letto o da tirar fuori dall’armadio, tanto meno sul tappetino di moquette in bagno… Qui non ci sono bilance digitali coi numerini a led o quelle con il piano in vetro Hitech, qui le bilance le possiedono solo chi vende a kilo carne pesce semi frutta e verdura.

E per l’altezza? Ricordo ancora i segni sul muro che la mia mamma faceva per misurare di quanto stavo crescevo…

“Che lavoro fai?”
“Peso le persone e ne misuro l’altezza…”

1 scellino. Pagando 1 scellino (1 centesimo di euro) l’uomo nella foto vi prenderà il vostro peso. E se ci aggiungi 1 altro scellino vi misurerà anche l’altezza…

1 scellino. 1 scellino… ma quante persone devono passare per poter vedere quest’uomo mangiare un piatto di minestra?